Casalborgone nel sole di dicembre

Ci siamo concessi di recente due giorni di relax a Casalborgone, a due passi da Torino, e che spettacolo:

C’è stato un sole magnifico, inusuale a Dicembre; faceva così caldo che alcune piante stavano germogliando; questa foto l’abbiamo scattata durante una “passeggiata” di 10 km!!! ci sono moltissimi sentieri tra i boschi sulle colline circostanti, ideali per passeggiate rilassanti, facili percorsi trekking o per sbizzarrirsi con la MTB.

Il paesino è molto tranquillo, l’ideale per rilassarsi; ma… e qui si rischia di avvicinarsi a vette irraggiungibili…. la cosa che ci farà tornare è… la birreria Terrapiemonte a 30m dal B&B che ci ha regalato 7/8 birre alla spina artigianali del birrificio Grado Plato, più alcune in bottiglia, spettacolari!!! c’è anche il menù del giorno per non rimanere a stomaco vuoto 🙂

Andate e mappate tutti

Andate e mappate tutti!

Oggi vi vorrei parlare di un bellissimo progetto che su internet ha l’ambizioso traguardo di voler creare una mappa libera e completamente sto parlando di Open Street Map.

Il progetto applica il concetto di Wikipedia alle mappe:

I volontari registrano informazioni sul territorio con i propri dispositivi GPS, oppure da immagini satellitari autorizzate oppure, conoscendo bene un territorio perchè magari ci vivono e poi caricano le informazioni, attribuendo ad esse dei tag. Queste informazioni possono essere caricate nel database centrale di OpenStreetMap da dove possono essere ulteriormente modificate, corrette e arricchite da chiunque sia a conoscenza di informazioni mancanti o errori in quella determinata area.

Tanta fatica perchè spesso le mappe che troviamo nei navigatori (specialmente quelli dedicati a trekking, mtb,…) non coprono tutti i sentieri ed i percorsi disponibili, inoltre le mappe non sono liberamente utilizzabili, spesso infatti sono coperte da copyright che ne limitano l’uso e, non ultimo, hanno un costo piuttosto proibitivo…

Insomma ci sono un sacco di bei motivi per iniziare a mappare le zone che frequentiamo.
Io ho iniziato da un paio di settimane e devo dire che partecipare al progetto di mappatura riesce quasi a farmi sentire un cacciatore di tesori alla ricerca di nuovi ed inesplorati luoghi…

Qui qualche informazione su come contribuire ed un thread in cui scambiarci qualche idea, volendo è anche possibile donare qualcosa per i server del progetto, i dati da memorizzare sono veramente tanti!
Vi consiglio di settare il vostro navigatore per tracciare percorsi con molti punti (meglio essere precisi) ed utilizzare JOSM (un file in java, quindi multipiattaforma: ultima versione stabile) per editare le mappe che invierete al database principale con un click.

Le vostre uscite in mtb non saranno più le stesse 😉

I miei mezzi: Rockrider 8.1 2010 e Garmin Oregon 300.

Banner Open Street Map

vacanze isola d'elba

Isola d’Elba

A luglio abbiamo trascorso le nostre meritatissime vacanze in un’isola straordinaria. Ecco il foto-racconto.

Le spiagge. Per noi che non amiamo la folla ed il caldo torrido e frequentiamo le spiagge dalle 17.00 in poi sono fantastiche, soprattutto a nord dell’Isola; il mare è trasparente, l’acqua era un brodino come piace a me (a me non piace entrare nell’acqua fredda!!); e si vedono i pesciolini, anche per chi non vuol nuotare al largo il divertimento è assicurato.

A spasso tra Viticcio e Procchio, senza auto! per completare il percorso ci abbiamo impiegato un po’ soprattutto perchè non è segnalato, quindi il primo giorno, ad un certo punto non sapevamo più come proseguire; una signora molto gentile, che ci aveva visto vagare dalla barca ci ha riconosciuto in località Forno e ci ha spiegato la strada, così, quando abbiamo riprovato un paio di giorni dopo, abbiamo completato il giro; è molto bello; da Viticcio si passa per i boschi, sempre con vista mare; poi si scende e si attraversano le spiagge di Forno, Bideri e Biodola, poi c’è una parte di percorso “napoleonico” che passa attraverso delle grotte “della salute”, e poi si alternano tratti nei boschi con discese in piccole spiaggette; noi siamo riusciti a beccare una deviazione con un panorama stupendo da cui si vedeva il nostro punto di partenza (+o-), Enfola.

Le farfalle si mimetizzano, ed in alcuni tratti, numerorissime, ci precedono e ci fanno strada. Oltre alla farfalla che in foto vediamo verde, ma che ha le ali gialle; ne abbiamo viste altre marroni mimetizzarsi tra i rami, con le ali rosso fuoco. Quella fotografata al centro, oltre che bellissima, mi ha fatto disperare perchè ad un certo punto della vacanza la card della macchina fotografica digitale ha iniziato a non funzionare; non vi diciamo la difficoltà di trovare un fotografo aperto; alla fine a casa Akiro è riuscito nel miracolo di ripescare le foto perse, grazie!!

I tramonti, le birre, gli alberi, sono solo alcune delle emozioni che si vivono sull’Isola

Le bici e in bici dappertutto. Soprattutto nella seconda parte della nostra vacanza vicino a Capoliveri abbiamo potuto fare qualche giro in bici, anche se l’itinerario principale segnalato, in realtà è una strada sterrata dove passano moltissime macchine dirette ad un residence di lusso, e praticamente tornavamo a casa impanati dai SUV, stessa fine che facevano i podisti costretti a mangiare la polvere; la cima del monte Calamita non ce la siamo lasciati sfuggire, ma il caldo ci ha stroncati e ci sarebbero moltissimi giri da provare, attenzione ai cinghiali! però abbiamo trovato un punto panoramico eccezionale dove riposare e passare buona parte dei nostri pomeriggi appagati dal paesaggio; inoltre su queste strade abbiamo incrociato tanti volti simpatici.

libro joe simpson la morte sospesa

>_>  “la morte sospesa”
Joe Simpson

More about La morte

sospesa
Ho letto il libro, incuriosita, subito dopo aver visto il film; è uno di quei libri che si leggono tutto d’un fiato; leggerlo durerà molto meno dei

giorni descritti in questa storia vera.

E’ scritto molto bene; non basta aver vissuto un’esperienza per saperla raccontare, in questo caso invece le emozioni, la solitudine, il dolore fisico

affiorano costantemente, fino alla commozione del finale; quando un libro ti fà ridere o piangere è il massimo.

Il libro descrive l’istinto di sopravvivenza nella solitudine e di fronte a molte avversità: ci si chiede leggendolo se di fronte alla morte avremmo la

stessa forza d’animo del protagonista Joe o se ci lasceremmo morire, il che ha qualcosa di “filosofico”. Anche i sentimenti del compagno

di cordata Simonsono descritti e anche in questo caso ci sono delle decisioni da prendere tra la vita e la morte, decisioni che possono

portarci aiutarci ma anche metterci nei guai! filo comune è che l’immobilità uccide.
Mi sono piaciute anche le descrizioni dei paesaggi; prima del libro non sapevo neanche che esistesse il Siula Grande; la natura viene descritta com’è,

apparentemente immobile eppure sempre diversa, per via di una precipitazione la temperatura può cambiare moltissimo, le rocce immobili a volte si

sbriciolano; interi nevai per un nonnulla possono staccarsi; per questo la natura merita rispetto; si tratta di una natura così impervia che, come dice

il protagonista, nessuna specie animale si azzarda a viverci e nella solitudine è inutile urlare perchè nessuno può sentirci.

Visto che non pratico l’alpinismo, c’erano un bel po’ di termini sconosciuti…. tipo… la cengia , la truna, il seracco, la goulotte, la

morena; anche gli attrezzi mi sono per la maggior parte sconosciuti, comunque le

manovre del protagonista si riuscivano a capire abbastanza bene.

Bello, emozionante e angosciante il film/documentario.

MTB Alta Pusteria

Per le nostre vacanze di Luglio siamo andati una settimana in Val Pusteria, in campeggio a Dobbiaco , ai confini con Villabassa; si è rivelato il luogo di partenza ideale per molte gite in mountain bike, lasciando ferma la macchina per tutta la settimana. Già entrando in valle le emozioni sono state forti, le montagne rocciose che vediamo per la prima volta, sono imponenti e incutono un certo timore; la valle invece è molto ampia, e a volte non dà la sensazione di essere in montagna

La prima gita l’abbiamo fatta percorrendo la pista ciclabile della Val Pusteria da Villabassa a Brunico e ritorno (indicativamente 30km, dislivello 350m + ritorno); il tratto inizialmente ci ha delusi in quanto, non abbiamo capito se per sempre o per lavori, era su strada trafficata; poi fortunatamente la pista ciclabile si è spostata su campi, boschi in riva al fiume, passaggi nei paesi, gallerie, e una diga, rendendo il percorso, già di suo pieno di saliscendi, molto più vario! Siamo stati anche sorpresi all’andata da un temporale! eravamo in prossimità di un ponticello, ci siamo riparati, peccato che… dopo un bel po’ di pioggia, abbiamo scoperto che era la base di un canale di scolo!! siamo usciti senza troppi danni, dato che il temporale era alla fine e ormai eravamo già quasi a Valdaora, a più di metà strada. Abbiamo colto l’occasione per assaggiare una birra Rienzbräu a Brunico, anzi 4 birre! niente male se si passa da lì (ma non è una meta da andarci apposta!).

Per la seconda uscita abbiamo deciso di andare da Villabassa al Lago di Dobbiaco e poi al lago di Landro (circa 18km e 250m di dislivello facile + ritorno).Questo percorso costituisce il tratto finale della pista ciclabile delle dolomiti, realizzata sulla vecchia linea ferroviaria Calalzo-Cortina e si estende da Calalzo, Cortina a Dobbiaco. Dal lago di Dobbiaco al lago di Landro, abbiamo in parte lasciato la pista ciclabile, troppo vicina alla strada, e abbiamo percorso qualche sentiero all’interno del parco naturale di Fanes-Senes-Braies, comunque la pista ciclabile era sempre in vista, ma eravamo un po’ più nella natura; la ciclabile ad un certo punto ci ha obbligati ad attraversare una strada statale in curva, e la ciclabile non era segnalata per niente! Poco prima del lago di Landro c’è una splendida vista sulle tre Cime di Lavaredo, e il lago di Landro si presenta molto “selvaggio”, è proprio bello, anche se non siamo riusciti a trovare la strada per fare il giro completo del lago (sulla cartina ci sembrava che ci fosse), ma anche in questo caso stavano facendo dei lavori (cantiere – baustelle!!)

Dopo due giorni di semi-stop x pioggia, il nostro terzo itinerario è Villabassa-Sesto-Val Fiscalina (circa 26km, dislivello 300m + ritorno; verso Sesto le montagne si avvicinano, il paesaggio inizia a cambiare. La ciclabile risale il fiume fino a farci intuire la sua fonte; il paesaggio è incontaminato e fuori dai percorsi sciistici altamente urbanizzati; per questo ci piace; è l’unica valle incontaminata che abbiamo potuto esplorare in questa vacanza, non volevamo proprio lasciarla, e pensare che inizialmente non era tra le nostre mete!! la flora è ancora allo stato originario, con cespugli e non ordinata come in valle, e la vista ai piedi delle dolomiti è incredibile, i monti sembrano così vicini! inoltre abbiamo fatto merenda in un bar/rifugio in prossimità del parcheggio piano fiscalino, con una bella fetta di linzer torte e due birre, una tedesca maxlrainer e una austriaca stiegl. Il panorama era meraviglioso.Peccato quei volantini pubblicitari sul tavolo riguardo al grasso di marmotta, chi han messo un po’ di tristezza

Quarta escursione in mountain bike: Villabassa-Lago di Braies (circa 14km e 300 di dislivello + ritorno); in questo caso in mountain bike ci è andato quasi esclusivamente Akiro all’andata, perchè già dalla prima salitona dopo Villabassa la bici me la sono dovuta portare a mano! bisogna dire che la vista della prima valle dopo la salita era stupenda e rilassante e me ne sarei rimasta là se la panchina panoramica non fosse stata già occupata. Dopo una facile discesa fino al paese di Schmieden Ferrara le indicazioni x la bici erano di proseguire su strada, invece si siamo infilati nel sentiero n. 1 e ci accorgiamo quasi subito che è un percorso trekking; che fatica portare su la bici! fortunatamente il percorso non è troppo lungo, e incontriamo anche una simpatica coppia della provincia di Brescia che ci accompagna durante l’ultimo tratto e mi aspettano quando proprio.. non ce la faccio più; distratta dalle chiacchiere arriviamo al lago e che spettacolo! dopo una breve pausa è d’obbligo fare il giro; inizialmente non ci siamo accorti di un divieto x le bici, e abbiamo fatto un tratto su un sentiero stretto, ma siamo poi stati avvisati da dei villeggianti più attenti; siamo tornati indietro e abbiamo ricominciato il giro dal lato ciclabile! ad ogni curva un panorama diverso, l’acqua era così limpida che tutto si rifletteva in essa e c’erano anche dei piccoli pesciolini. Il ritorno l’abbiamo fatto su strada asfaltata verso S.Vito, e abbiamo visto due cerbiattini (non siamo sicuri sulla specie), ma non abbiamo fatto in tempo a fotografarli, la discesa era ripida e frenando li abbiamo spaventati, comunque è stato bello incontrarli, alla fine la fatica della giornata è stata ampiamente ricompensata.

Per il nostro ultimo giorno di vacanza abbiamo percorso un tratto della ciclabile della Drava, da Villabassa a Sillan, in Austria, Tirolo orientale ,circa 25 km dislivello 100m + ritorno); non ci siamo spinti oltre per non dover affrontare troppo dislivello al ritorno, anche se si può tornare in treno volendo. La bellezza del percorso consiste principalmente nella sua lunghezza su ciclabile facile, principalmente su sede propria; entrando in Austria pur essendo sempre in Val Pusteria cambia la vegetazione che non è più ordinata come in Italia, dandoci conferma di come l’uomo abbia modificato il panorama con i suoi interventi; anche l’architettura delle case cambia, e la valle si restringe un pochino. Forse soffriamo un po’ di malinconia dell’ultimo giorno di vacanza e non ci godiamo appieno la gita; certo che allo shop della Loacker a Heinfels facciamo il pieno di dolci 3kg € 19.80, ci sembrava un buon prezzo, ma mi sa che al supermercato scontati potremmo trovarli a meno, vedo sul sito di Esselunga che costano circa €7,37 al kg; c’è di buono che le confezioni contenevano un sacco di gusti stravaganti; torniamo in campeggio con calma godendoci i panorami dell’ultimo pomeriggio trascorso in Val Pusteria.

mangiare/bere: In valle si può mangiare praticamente solo nei ristoranti, la zona è molto turistica e un po’ costosa; dicono che si possa mangiare più economicamente nelle malghe, ma noi in questa breve vacanza in bici non ci siamo andati; in ogni caso nei supermercati si comprava del buon affettato e formaggio, e ci sono dei pani buonissimi di segale al finocchio, e integrali alle noci, e con semini vari, il panino ogni volta era diverso! abbiamo assaggiato i canederli, gli spatzle, zuppa d’orzo, würstel, uova e speck, polenta con salsiccia, strudel. Abbiamo fatto colazione davanti alla nostra tendina con il tè con pane e marmellata (al super se ne trovavano con una buonissima percentuale di frutta), frutta fresca, yogurt del trentino e qualche volta la brioche, e il succo di frutta; il posto dove abbiamo mangiato meglio è un agriturismo a Dobbiaco, dove anche la spina della birra Pustertaler era servita ottimamente, bisogna mettere in conto però di spendere un po’. Una piccola nota polemica: i ristoranti spesso non esponevano il menù fuori dal locale, oppure lo facevano senza prezzi; e a volte, anche nel menù interno non erano indicati i prezzi delle bevande ed eventuale coperto.

cosa abbiamo portato a casa: farina di farro € 1,48/kg, farina di segale € 0,88/kg e di grano tenero integrale € 0,89/kg (dovevo comprarne di più!), birra Pustertaler € 27 x 24 bottiglie da 33 cl (incluso il vuoto a rendere), la speciale alla spina è veramente buona, speriamo bene per le bottiglie che dobbiamo ancora assaggiare. Avremmo sicuramente potuto portare anche marmellata, formaggio e miele, l’onnipresente speck, che abbiamo mangiato cotto, crudo e affumicato, e alcune spezie.

previsioni del tempo: le previsioni meteo erano esattissime al minuto, un giorno c’era scritto che avrebbe piovuto fino alle 12.00 e alle 12.11 ha smesso di piovere; un’altra volta si parlava di temporali pomeridiani … ed eccoli arrivare, oppure.. temperatura prevista 35° e il caldo era assicurato! Per organizzare le gite in bici è un servizio utilissimo.

le notizie del giorno: la mattina facevamo colazione leggendo l’Adige, e ricorderemo la strage di cedri tagliati davanti ad una scuola in provincia di Bolzano; le foto dei neodiplomati con 100 del 2009, le polemiche sulla prospettata riduzione del parcheggio per accedere al museo della montagna di Messner, la truffa delle mele vendute all’estero dichiarando una qualità diversa (e più costosa ovviamente); bilinguismo e trilinguismo in Alto Adige.

cosa non abbiamo fatto: questo potrebbe essere un elenco di cose da fare un’eventuale prossima volta; ciclabile val campo di dentro; tratto ciclabile da Lago di Landro a Cortina, infiniti percorsi trekking, lago di Misurina, visite alle malghe, trekking e mtb sull’altro versante della valle ovvero Valle S.Silvestro, Monte Rota e dintorni; rilassarsi in piscina (Akiro mi rinfaccerà sempre che non l’ho fatto andare!!) e leggere un libro e fare un pisolino di pomeriggio ogni tanto! andare al mercato, e a qualche festa di paese.

Ed ecco il link all’album fotografico completo (o quasi, è una selezione!)

Trekking Campertogno-Piano dell’erba

Altro percorso Valsesiano che abbiamo fatto l’anno scorso.

Siamo partiti da Campertogno (827 m.), dietro la Chiesa, e seguendo il numero segnaletico 86 siamo arrivati al Piano dell’erba (circa 1250 m.?) dove ho fatto un piacevole incontro…
Dislivello di circa m.430 (?) e lunghezza km.6 (?). Difficoltà medio-facile. Purtroppo non ho nessuno strumento per determinare con esattezza dislivello e km percorsi, per cui dovete accontentarvi di una stima a grandi linee…

La partenza ci regala una stupenda vista su campi e montagne.

Il percorso iniziale è agevole in mezzo ai campi, magari pecca un po’ per segnaletica (infatti abbiamo titubato ad un paio di bivi), dopo la prima salita ripida c’è da stare attenti ai frequenti burroni che si affacciano di fianco alla stradina… sempre più stretta!
Il percorso è nell’insieme piuttosto pericoloso e bisogna prestare attenzione: si corre lungo il fianco della montagna e basta un piede in fallo…

Ma la vista e la foresta sono veramente belli, ci imbattiamo infatti in ruscelli, alberi e viste cariche del pathos del bosco.

L’albero nella roccia.

Uno dei ruscelli, scolpiti nella roccia, che ogni tanto ci "tagliano" la strada.

La pericolosa grotta dei lupi. 8P

Veduta della frazione di Oria (andando ad occhio dovrebbe essere quella, si accettano smentite…).

Ad aspettarmi in cima un cerbiatto che riposava nascosto dalla folta ed alta erba, peccato che alla mia vista ha spiccato un balzo ed è fuggito via in pochissimi secondi. Una saetta!

Consiglio l’acquisto della "Guida degli itinerari escursionistici della Valsesia – Vol. 2", corredata da una bellissima cartina.

Ecco il reportage fotografico completo della passeggiata.