Ascanio Celestini – Pro Patria

Ascanio Celestini - Pro Patria

Foto da Web

Martedì siamo andati a vedere lo spettacolo Pro Patria di Ascanio Celestini, al Piccolo Teatro di Milano, un monologo di un’ora e mezza, temi principali: il risorgimento (questo sconosciuto) e le carceri; ci si chiede come abbia fatto a unire due temi così distanti temporalmente eppure il filo logico c’era eccome.

La nostra serata inizia con una delle nostre… ci presentiamo in teatro il giorno sbagliato!!! fortunatamente in biglietteria riescono a cambiarci il biglietto nonostante il teatro sia quasi pieno. Ci sediamo in platea, posti centrali, si vede benissimo (tanto il Piccolo NON E’ grande), e di tanto in tanto si sente vibrare il pavimento per via della metropolitana che passa proprio a ridosso, chissà se anche l’interpretazione di Celestini ne ha tratto giovamento!!! nuove emozioni! però la battutina non gli è scappata 🙂

Inizia lo spettacolo, Ascanio parte a raffica con il suo stile, cerco di concentrarmi perchè la prima parte sul risorgimento cita tanti personaggi ed episodi che hanno contribuito al formarsi del nostro stato nazionale unitario, e che o non avevo mai saputo o avevo studiamo in tempi remoti (beh… le superiori ormai le ho finite da 20 anni!) Il protagonista parla proprio con Mazzini  dell’Italia che si è allontanata dagli ideali “Mazziniani” di democrazia, un’Italia che doveva nascere dai moti popolari condivisi di sacrificio per la patria ed invece è nata dall’alto , dalla borghesia settentrionale complice dell’esclusione delle masse dalla vita politica e lasciate sotto l’influsso del clero amico. E questa Italia nata dall’alto ce la stiamo ancora portando dietro, con uno stato che esclude tutta una fetta di popolo, anche di chi potrebbe essere partecipe della nazione invece viene incarcerato, escluso e reso invisibile. Citando un passaggio dello spettacolo “se tutti hanno una mela e rubi una mela sei un ladro; ma se tu non hai la mela e rubi la mela?” se viviamo in una società di disuguaglianza la mela ce la dobbiamo prendere? ci si chiede se la democrazia possa esistere in un paese pieno di disuguaglianze di diritti ed anche di risorse economiche. Un bellissimo spettacolo, grazie a Celestini.

Finisco dicendo che a teatro, come al cinema, non è la prima volta che devo “zittire” due comari di una maleducazione incredibile, forse oltre al messaggio “si ricorda di non tenere acceso il telefonino” dovrebbero dire “al cinema e al teatro non si parla durante lo spettacolo”; e non sto parlando di quando chiedi all’amico “cos’ha detto?” perchè non hai capito una parola, parlo di minuti e minuti di chiacchere sulla tua vita di cui non me ne frega nulla!!!

FIGLIDIUNBRUTTODIO

FIGLIDIUNBRUTTODIO

Spettacolo a 4 mani, scritto, diretto ed interpretato direttamente dagli attori in scena: Paolo Mazzarelli e Lino Musella (compagnia Musella Mazzarelli), in cartellone al teatro TIEFFE Menotti.

Attori giovani ma dotati di un ottimo talento che gli permette di sdoppiarsi per ricreare i personaggi delle due storie che corrono parallele, legate da uno scenario analogo: l'Italia dei nostri giorni. E da un filo conduttore quale la disperazione e la voglia di rivalsa. Illusioni.

L'unica nota dolente (se può essere un difetto) è la durata, infatti l'ora e 10' è letteralmente volata di fronte alla messa in scena ordita dai due bravi attori. A scandire il tempo tra una messa in scena e l'altra degli spezzoni tratti dalla tv spazzatura molto brevi e con un ottima (personalissimo parere) colonna sonora come collante.

Uno spettacolo imperdibile! Inoltre ho trovato anche un offerta su Atrapalo per prendere il biglietto a soli 10€! Ma affrettatevi, si può solo fino a domenica 13 marzo.

Ecco qualche brevissima scena tratta dallo spettacolo, peccato per l'audio!

FESTA DEL TEATRO Milano

FESTA DEL TEATRO Milano 24/25 Ottobre 2009

Per un intero fine settimana ci siamo tuffati da spettatori nel mondo del teatro, e questa edizione della festa abbiamo addirittura esagerato, prenotando per ben 4 spettacoli! siamo riusciti a vedere delle rappresentazioni diversissime tra loro, ammirando il talento degli attori, e gustandoci le atmosfere, i significati e l’arte. Di seguito alcune nostre impressioni.

Il birraio di Preston al Piccolo Teatro Strehler . Questo spettacolo è tratto da un libro di Camilleri, che non avevamo letto. Eravamo allo spettacolo di sabato 24/10 h. 19.30. Avevamo i posti in balconata; il teatro era pieno; biglietto costava € 4 anzichè € 25.50; E’ stato lo spettacolo più bello che abbiamo visto in quanto all’utilizzo della scenografia, disposta su tre piani; a volte le scene in primo piano erano sottolineate da quelle al "secondo" piano, dove i pensieri e la realtà dei personaggi si sovrapponevano alle parole di facciata. Dalla platea però la parte alta della scenografia veniva tranciata, ed era un peccato; ciò nonostante abbiamo apprezzato i continui cambi di scena, si passava dalla piazza, ad una stanza, all’aria aperta. Dalla platea si son persi i volti, la bellezza della recitazione, il teatro non è un’arte da vedere da lontano. La storia era accattivante: il prefetto di un paesino siciliano vuole inaugurare il nuovo teatro con un’opera di scarso valore artistico, si susseguono discussioni, pubbliche e private, rappresentazioni del potere, e dell’amore, vero sentimento che muove il mondo. Non abbiamo goduto appieno delle battute in Siciliano purtroppo, e secondo noi valevano una buona parte del divertimento. In ogni caso è stato bello andarci, una buona scelta per cominciare la festa!

Donne, donnine, donnacce, passeggiata in parole e musica sull’antico mestiere al Teatro Carcano. Sabato 25/10 h. 11 € 4 anzichè € 34. E’ una domenica caldissima di Ottobre; iniziamo con un’inaspettata passeggiata da S.Babila al teatro, non siamo potuti scendere in Duomo per via di una beatificazione di un santo!! dopo questa corsa, togli il giubbotto, metti il giubbotto, arriviamo in orario per prender i biglietti, e riusciamo anche a fare colazione; una volta in teatro scopriamo di avere dei buonissimi posti, in quinta fila circa, ci godremo senz’altro lo spettacolo. E’ uno spettacolo di donne, tre donne sul palco, due attrici e una musicista, che ci divertiranno, ci faranno riflettere, e in un paio di episodi commuovere; si inizia con delle canzoni, per poi ritrarre diverse donne "del mestiere", ognuna con un diverso carattere, ognuna con una diversa motivazione ad esercitare, che può essere una scelta o una costrizione della povertà, o una violenza , o un sopruso di guerra. Ogni volta sul palcoscenico vediamo una donna diversa; e davvero le attrici Gianna Coletti (la nostra preferita) e Giovanna Rossi, non sono più loro, ma si immedesimano nei personaggi con una bravura e una passione che abbiamo apprezzato. La scenografia è estremamente minimalista, un pianoforte, gli altri strumenti a vista, e un separè, diestro al quale avvengono le trasformazioni che segnano la fine e l’inizio delle diverse storie. Anche la pianista Vicky Schaetzinger nelle sue battute è stata divertente ed efficace, oltrechè brava musicista. Dev’essere una soddisfazione poter esser parte di due mondi artistici diversi contemporaneamente. Questo spettacolo sarà quello che ci rimarrà nel cuore della manifestazione del teatro di quest’anno.

L’ispettore MacQueen e l’enigma della donna scomparsa al teatro Caboto. Cerchiamo il teatro e ci imbattiamo in un’oratorio, scendiamo una decina di gradini e, ci ritroviamo in un piccolo teatro accogliente, con l’atrio pieno di poster, si sente subito la passione per l’arte. Siamo là per lo spettacolo del 25/10 h. 16.00 costo del biglietto € 4 anzichè € 10. In questo teatro la scelta del posto è libera, quindi andiamo con un po’ di anticipo; in ogni caso comunque il rischio non era di vedere da lontano, ma magari di trovare posti separati; si abbassano le luci e ci ritroviamo in una stanza, nella quale si svolge questo giallo, tratto da un libro di Edgar Wallace (non avevamo letto neanche questo!!). Ad uno ad uno appaiono i personaggi che ci terranno compagnia, a partire da Marc, lo sposo della donna scomparsa, a Sybil sua moglie (??), poi un prete, un ispettore, una testimone (??), un testimone di nozze, uno sceriffo e l’immancabile ISPETTORE!! Gli attori recitano con passione, e fino all’ultimo non possiamo proprio immaginare come andrà a finire, seguiamo i colpi di scena, facciamo il tifo per un personaggio, poi per un altro, poi l’ispettore, che ormai non ci dava più fiducia… si rivelerà veramente arguto e scioglierà i nodi, ma proprio sul finale! Ci siamo divertiti e appassionati; abbiamo scoperto un teatro nuovo di dimensioni più umane, dove ci piacerebbe tornare per qualche domenica di teatro.

Gli indifferenti alla prova al teatro Carcano. Sono le 21.00 del 25/10 nuovamente a € 4 anzichè € 34. Arriviamo già parzialmente sazi di teatro e rilassati, vada come vada per il momento la festa del teatro ci ha già dato molto. Abbiamo cenato con una buona birra, e siamo pronti per questa nuova avventura.Anche questa volta i posti sono buoni, a metà platea circa. Lo spettacolo è tratto da un romanzo di Moravia , e siamo a 3 su tre non letti! Descrivendolo a modo mio direi che era sperimentale. Inizia con una proiezione dove i personaggi molto moderni fanno vedere che sono IN perchè hanno tutto quello che è necessario per esserlo e fanno tutto quello che la pubblicità suggerisce loro, e utilizzano i prodotti delle marche giuste al momento giusto, non fanno di certo brutta figura, si vestono bene, vanno dal parrucchiere, hanno la macchina come si deve, un’introduzione bellissima. Poi si inizia con lo spettacolo teatrale vero e proprio. I protagonisti fanno parte di una famiglia, oggi diremmo "allargata", e… incestuosa (??) ognuno esprime le sue idee convenzionali, e contemporaneamente i suoi desideri, ma c’è anche la voce della coscienza a mettersi di mezzo. Non nascondo di aver fatto un po’ di fatica a seguirlo (forse anche per la stanchezza), in ogni caso arriva chiaro il messaggio. L’indifferenza è un non-sentimento che peggiora la vita degli altri, quando non ci intessa come le nostre azioni influiranno sulla vita del prossimo, e che peggiora la nostra vita quando subiamo passivamente ciò che non ci piace, quando preferiamo non esprimere le nostre idee e non lottare per i nostri ideali e per non creare scandalo, e non rompere gli equilibri ci lasciamo scivolare addosso le cose brutte della vita. Sicuramente anche solo per questo messaggio è uno spettacolo teatrale che vale la pena di vedere.

Dopo questa scorpacciata di teatro torniamo a casa felici, pieni di stimoli, e di idee per le nostre prossime letture, cinema, teatri, e pieni di nuovi strumenti per poter giudicare qualche altra rappresentazione.