iFixit Essential Electronics Toolkit

Tempo fa’ mi son fatto un piccolo regalo, molto ambito tra gli “smanettoni-geek” di hardware, fai da te e DIY (Do It Yourself) vario (di questi tempi anche per necessità): una piccola confezione iFixit ma con tutto il necessario per mettere mano ai nostri piccoli computer portatili (smartphone) o tutti gli altri strumenti elettronici di ogni giorno.

Essential Electronics Toolkit
Essential Electronics Toolkit

Non sembra però più disponibile nella mia versione ma ce n’è una nuova che non saprei dire se è meglio o peggio… 😦

Nel mio piccolo mi è venuta in aiuto per cambiare il display di un Sony Xperia U, cambiare il case di un Garmin Oregon (300, il top 🙂 ) e pulirne il display, e tanti altri piccoli interventi straordinari che fatti senza i dovuti strumenti rischierebbero di compromettere i dispositivi.

Tra l’altro, data la partnership tra Fairphone ed iFixit non potevo che “abbracciare” entrambe le cause. 😉

Annunci

Xtorm, Pixo, Xtar. I nuovi accessori solari.

La fiera “Fa’ la cosa giusta” di quest’anno ha portato consiglio e qualche giorno dopo mi sono deciso a fare un aggiornamento ai dispositivi solari in dotazione 😀

Ho optato quindi per un offerta che includeva il pannello solare da 6W della Xtorm con cui ricarico una batteria da 15000 mAh sempre della Xtorm, con cui alla sera ricarico contemporaneamente smartphone (tra cui il Fairphone) e tablet LG.

Xtorm pannello solare 6W Xtorm pannello solare 6W

Il pannello solare però nel frattempo ha preso della pioggia ed ho già dovuto ripararlo dato che non è impermeabile… 😦
Per ogni evenienza ho deciso di prendere anche l’accessorio Pixo C-USB con cui posso caricare eventuali batterie ricaricabili (AA, AAA,…), alcune anche particolari come quella estraibile della macchina fotografica. 🙂

Pixo C-USB

A distanza di qualche mese ho integrato gli accessori con un caricabatterie XTAR MC1 plus da collegare al power bank ed usato per ricaricare batterie speciali come le 18650…

IMG_20151005_002727

Con tutti questi dispositivi il Waka-waka non l’ho comunque rottamato, lo terrò per i viaggi, come torcia per la sera e come ulteriore fonte di energia visto che non basta mai!
A distanza di più di un anno si è rivelato un ottimo prodotto con dei buoni pannelli che anche con poco sole riescono a raggiungere metà della carica. Stando attenti a spostarlo continuamente, tenendolo perpendicolare si riesce in una giornata ad avere la batteria interna completamente carica. Poi ricaricare i dispositivi è molto facile con le due porte a disposizione.
In più il progetto Waka Waka ha anche fini equi e solidali.

Lotta alla povertà

Nel dossier “Lotta alla povertà: cos’ha fatto la politica italiana?” realizzato da ActionAid in collaborazione con OpenPolis viene tratteggiata una situazione allarmante in Italia.

Crescono le persone che vivono in una situazione di povertà assoluta e non si fa nulla per fermare il trend. Sono 6 milioni nel 2013, ma erano 2,4 milioni nel 2007.
Non va molto meglio a livello europeo, dove nel 2013 sono circa 24,5% della popolazione totale mentre nel 2008 erano 23,8%.

Povertà e disuguaglianza dilagano. L’accesso ad istruzione e salute va di pari passo… I super ricchi incrementano i propri guadagni fregandosene dei meno abbienti.
E’ anche grazie a questo humus in cui prospera il terrorismo.

Se poi in Germania, che è tra le nazioni con qualche misura a sostegno delle persone in povertà, esiste un salario minimo e questo è tristemente ignorato o aggirato la situazione è ancora più grave.

Dal 1 gennaio 2015 in Germania è in vigore il salario minimo. In teoria, quindi, anche i dipendenti del cinema Cinecittà di Norimberga dovrebbero guadagnare 8,50 euro all’ora, come previsto dalla legge. Invece l’azienda li vuole pagare in popcorn. O almeno questa era l’idea del gestore del cinema, che il 30 dicembre ha scritto un’email ai suoi dipendenti per informarli che il salario sarebbe rimasto di 7,06 euro all’ora. Il resto, ha spiegato, sarebbe stato pagato in buoni per l’ingresso in sala e per l’acquisto dei prodotti in vendita al bar.

(C. Lobenstein e K. Rudzio, Die Zeit, Germania, traduzione a cura di Internazionale n.1088)

La tariffa smartphone per chi fa sport

Segnalo che CoopVoce ha pensato una nuova tariffa ChiamaTutti Bici per chi usa la bici o corre!

Praticamente partendo da un fisso mensile di: 200 minuti di chiamate nazionali verso i numeri fissi e mobili conteggiati al secondo, 200 SMS nazionali e 500 Megabyte c’è la possibilità di aggiungere minuti e MB per internet solo convertendo i km percorsi!

Adatta per chi usa giornalmente la bici o corre, per i propri spostamenti di lavoro, per hobby o per sport!

ChiamaTutti Bici

I clienti CoopVoce interessati a convertire i chilometri percorsi in bici o a piedi tracciati dall’app “ViviBici” in traffico telefonico, possono attivare l’offerta “ChiamaTutti Bici”.

L’offerta base prevede 200 minuti di chiamate nazionali verso i numeri di rete fissa e mobile, 200 SMS e 500 Megabyte di traffico internet nazionale a soli 7,5 euro al mese!
Ogni mese, al rinnovo dell’offerta, il traffico telefonico convertito (ovvero i Km Voce) sarà accreditato e sommato all’offerta base, fino ad un massimo di 200 Minuti e 1000 Megabyte pari a 200 Km Voce.

Costo mensile Soglia mensile minuti vs tutti Soglia mensile SMS vs tutti Internet
7,5 euro 200 minuti 200 SMS 500 MB

– 200 Minuti con ViViBici avrai a disposizione fino a 400 Minuti
– 200 SMS
– 500 Mega con ViViBici avrai a disposizione fino a 1500 Mega

Maggiori informazioni sul sito dell’offerta

Qui lo spot:

Buone feste senza Amazon

In colpevole ritardo condivido un articolo linkato su Internazionale e tradotto da The Guardian realitivo alla concorrenza sleale di Amazon che erode quote di mercato online sfruttando i lavoratori ed evadendo il fisco.

Un gruppo di attivisti del Regno Unito ha lanciato la Amazon free challenge, una campagna di boicottaggio contro Amazon per chiedere all’azienda di pagare il salario minimo ai propri dipendenti e migliorarne le condizioni di lavoro. Sono più di undicimila le persone che hanno già aderito, indicando su Amazon Anonymous quanto avrebbero speso sul sito di commercio online dal 1 al 31 dicembre. Amazon rischia di perdere più di due milioni di sterline, secondo gli organizzatori della campagna.

L’idea è nata dopo l’adesione a una raccolta firme su Change.org nel 2013, che ha raggiunto più di sessantamila adesioni. Amazon è accusata inoltre di evadere le tasse, danneggiando l’economia britannica: su 4,3 miliardi di sterline guadagnati dalle vendite nel 2013, l’azienda ha pagato 4,2 milioni di tasse. “È un’offesa e Amazon lucra su questo”, aveva dichiarato a maggio Margaret Hodge, capo di una commissione parlamentare che vigila sulla spesa pubblica del Regno Unito, invitando i cittadini a non fare più acquisti sul sito online.

Con la collaborazione della rivista Ethical Consumer, gli attivisti hanno stilato una lista di venditori etici, suggeriti in alternativa ad Amazon, che comprende negozi indipendenti e organizzazioni umanitarie.

Il vero grande affare dell’immigrazione

Ottimo articolo che fa luce sui molteplici aspetti dell’immigrazione.
Per esempio si fa luce sui famosi 40€ che, secondo molti, vengono dati direttamente ai profughi, in realtà la cosa è ben diversa:

Ma quanto costa oggi e chi ci guadagna dall’accoglienza a cipolla all’italiana? Attualmente per ogni richiedente asilo lo stato versa in media 35 euro al giorno agli enti gestori dei centri, con cui questi assicurano vitto, alloggio, vestiti, qualche corso e una somma di 2,5 euro fornita agli ospiti per le piccole spese. “Durante gli scontri di Tor Sapienza, abbiamo sentito di tutto: residenti inferociti convinti che lo stato versa 35-40 euro direttamente ai migranti. Una bufala mostruosa e pericolosa, perché alimenta il razzismo”, precisa Di Capua.

Grandi ditte, consorzi di vario genere, piccoli e medi imprenditori si sono gettati nel settore dell’accoglienza, traendone profitti considerevoli. La gestione straordinaria dell’emergenza si è rivelata in questi anni una gallina dalle uova d’oro.

Fonte Internazionale.it.