Una separazione

Una separazione

Ultimo film visto nel Cineforum vicino a casa, cosa che per molti questo tipo di approccio al cinema è un’inutile fatica (dibattito incluso :P). Ma dove altrimenti avremmo potuto gustarci questo film? Difficile trovarlo nei multisala, nonostante l’Oscar come “miglior film straniero” ricevuto nel 2012 (completamente meritato).

Film iraniano tutto incentrato su una coppia in crisi: lei che vorrebbe partire per andare a vivere in un posto migliore e lui troppo legato alla propria terra anche per via del padre malato, forse… Come se non bastasse una serie di eventi e di decisioni, vero punto forte dell’opera.
Si, perchè la sceneggiatura è davvero impeccabile. In due ore non perde un colpo e spiazza ripetutamente lo spettatore, aggiungendo nuovi dettagli, sfumature o diversi punti di vista.. tutti plausibili.
Ottima anche la regia… certo forse poteva calcare un po’ più la mano sul regime iraniano ma mi piace pensare che sia stato volutamente “generico” per meglio descrivere un’ipotetica società moderna, anche (o soprattutto) occidentale.

Consigliatissimo.

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the reader

The Reader. Dopo lo shock iniziale di questa relazione sessuale al limite della pedofilia, ed il soffermarsi e indugiare del regista sui corpi per una buona mezz’ora… la trama devia inaspettatamente.  Ritroviamo i protagonisti qualche anno dopo in un tribunale, lui come studente spettatore, e lei come imputata di un crimine sull’umanità legato al fascismo. In Hanna (interpretata da Kate Winslet da Oscar) riconosciamo dei tratti caratteriali ben definiti. L’orgoglio misto alla vergogna per il suo analfabetismo nella prima parte del film non le fanno accettare una promozione sul lavoro che implica mansioni di scrittura; la sua ignoranza la porterà ad accettare un lavoro ignobile di carceriera solo per soldi, e la renderà più malleabile al dovere, senza pensare alle conseguenze delle sue azioni. Persone più scaltre ne trarranno vantaggio e la porteranno a non ammettere davanti alla corte di non aver potuto siglare il documento che la  incriminerà. Hanna si riscatterà imparando a leggere in carcere da autodidatta ma una vita di solitudine è insopportabile, non uscirà dalla sua prigione.

In tutto questo che ruolo ha Michael, the reader? Egli rimane segnato dall’incontro con questa donna che ha amato e che l’ha fatto soffrire con l’abbandono; lui pur in possesso della prova che la potrebbe scagionarla non la presenta; lui che potrebbe avere tutto non riesce a godere della bellezza della vita. Non so, ho trovato questo personaggio irrisolto. Interessanti, ma anch’esse inconcluse, le discussioni in aula di diritto degli studenti che devono distinguere tra il bene e il male e tra ciò che è legale e ciò che non lo è.

Il curioso caso di Benjamin Button (regia di David Fincher _ 2008 _ 166′ _ Drammatico)

Film abbastanza sopravvalutato, doveva far sfaceli alla serata degli oscar ma, per fortuna, ne è uscito ridimensionato. E’ un buon film, ma non il capolavoro che volevano farci credere.

Ricordo di un libro che ho letto qualche anno fa, "Il tempo imperfetto" di Francesco Piccolo (un buon libro che però manca di "quel qualcosa in più" che poteva renderlo imperdibile) e che parlava di un caso simile di nascita e crescita al contrario, ma in quel caso il tempo scorreva al contrario per l’intera società, ed il tema era trattato in modo molto più generale (sulle probabili ed improbabili modifiche della società) e meno personale, come nel caso di questo film.

Per quanto mostrato durante le quasi 3h di visione, la pellicola non meritava tutte quelle nomination all’oscar, l’unico vero pregio è che effettivamente narra questa "fiaba" moderna in modo molto naturale e veritiero, salvo le prestazioni sessuali del protagonista che sono sempre di alto livello: malgrado l’età e l’esperienza rimane sempre dalle parti di Rocco Siffredi

Bradd Pitt (A prova di spia) inizialmente irriconoscibile, grazie a trucco ed effetti speciali via via prenderà forma, fino a quando a furia di ringiovanirlo non sapranno più che inventarsi e decidono quindi di tingergli i capelli di biondo, quindi, dai quaranta cinque in giu, sarà solo una questione di bulbo distinguere l’età in cui si trova… Insieme a Cate Blanchett (bellissima) (Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo) dipingerà i tratti di questa storia d’amore in cui anche un attimo di vita passato insieme può significare tutto.

Film che vorrebbe farci apprezzare l’intensità e la bellezza di alcuni momenti che spesso per la frenesia della società e della vita moderna vengono relegati in secondo piano.
Da recuperare se non l’avete visto al cinema!

The Millionaire (regia di Danny Boyle _ 2008 _ 120′ _ Drammatico)

Slumdog Milionare.
Cane dello slum… reietto, pezzente. Parola che per tutto il film echeggerà minacciosa nelle orecchie di Jamal Malik, il nostro eroe interpretato da Dev Patel, chiamato con questo epiteto sin dall’inizio del film.

La storia è semplice ma affasciante, in cui l’originalità non è il punto forte, e riesce a farci appassionare della vita del piccolo Jamal, relegato a vivere ai margini di una società che non ha riguardi per i bambini ed verso i più deboli. Nonostante tutto, riuscirà a mantenere la propria sincerità ed una propria onestà con caparbietà e passione., pregi che lo porteranno a sopravvivere ed a conoscere l’amore della sua vita.
L’espediente cinematografico usato per narrare la sua storia è quello di miscelare con sapienza i passi fondamentali che ne han modificato il corso con delle domande dello show più famoso al mondo "Chi vuol essere milionario?".
Le domande ripercorreranno punti focali del suo trascorso in quella landa disperata che sono le baraccopoli dell’India per dei bambini nati poveri, privati brutalmente dell’amore materno e cresciuti sulla strada.

A prima vista lo show può esser interpretato come un desiderio di arricchirsi per poter evadere da tutto quel lerciume (dovuto alla povertà ma anche da mafia e corruzione). In realtà anche un gioco così banale e frivolo, in cui vengono messe in gioco somme ingenti capaci di trasformare anche la vita della persona più povera del mondo e in pochi minuti ci si può giocare tutta una vita, può avere un valore che va ben oltre ai milioni di rupie messi in palio e la vera vincita del protagonista è tutt’altro che materiale…

Drammatico fin dalle prima battute, Boyle mixa perfettamente flash-back e presente in cui il protagonista è sotto torchio ora dal presentatore ed ora dalla polizia, entrambi increduli che un semi-analfabeta, vissuto di espedienti, possa poter vincere senza barare. Fieri del proprio credo e forti della propria condizione sociale per cui "siamo nel momento stesso in cui nasciamo" (nasciamo poveri, sinceri, buoni, musulmani o semplicemente diversi).

Altro aspetto amaro della vita dei "cani dello slum" è che si sopravvive solo con le proprie forze, e qui Salim fratello di Jamal, prende di petto quel tipo di vita in cui non ricevi aiuto da nessuno: nemmeno un intero vagone di persone alzerà un dito per aiutare un gruppo di bambini in fuga, il che è alquanto emblematico per il tipo di società in cui vivono.

Film toccante, ottimamente diretto e montato, con sequenze davvero notevoli come il primissimo inseguimento dei bambini nello slum o come la crescita esponenziale che subisce il paese, una distesa di baracche e catapecchie, che con il passare degli anni si ritroverà ad essere travolto da mutamenti che ne modificheranno completamente la forma (con palazzi colossali) meno la sostanza (centri del potere per l’ennesimo mafioso di turno). Sopravvivere in ogni modo con qualsiasi mezzo. Anche scendendo a compromessi, mettendo in gioco la propria vita o il proprio corpo.
Jamal risulta, quindi, essere l’unico a non volersi abbattere e a non farsi contaminare, una persona rara (come una su 20 milioni! ;P). L’unico a voler proseguire per la sua strada, a volte testardo, di sicuro problematico anche a causa di tutti i traumi che è costretto a subire o di cui è diretto testimone (pestaggi dei mussulmani, violenze sui bambini)… ed anche per questo è un film che ha bisogno di molta attenzione ma che andrebbe assolutamente visto.

Unica nota dolente è appunto solo la scarsa originalità (ambientazione a parte), infatti vi sono molte analogie con il classico "oliver twist" e con il bellissimo "city of god". Più in generale richiama la struttura diversi romanzi di formazione, accostando la cultura di strada a quella scolastica.

Interessanti anche i temi secondari toccati, ovvero le ingiustizie che subiscono i poveri nei paesi dove la legalità non è garantita; la strenua difesa dei diritti di casta, e la mancanza assoluta di volontà di integrazione sociale; i conflitti religiosi e razziali.
Il tutto condito da una colonna sonora davvero notevole e che ci accompagnera per tutto il film immergendoci nel clima particolare dell’India!

Non perdetelo!

Iron Man (regia di Jon Favreau _ 2008 _ 126′ _ Azione)

Bella una casa che ti "segue" ovunque e ti assiste, però avrei una certa apprensione a farla entrare in bagno… metti che è fornita di un naso elettronico! rischierebbe un BSOD.

Sinceramente mi aspettavo qualcosa in più di Transformer come minimo, dopo tutte le recensioni entusiaste che avevo letto. Invece l’umorismo del film è abbastanza relegato sullo sfondo ed in specifiche situazioni (come ad esempio i dialoghi con le macchine, spesso spassosi).
Il film tiene incollati alle poltroncine (comode per carità ma mai quanto quelle dell’Arcadia… ehhhh) solo che a mio parere non va oltre suspence e qualche bella azione, c’è una prevedibilità di fondo che un po’ sminuisce il prodotto finale che comunque non potrebbe ambire alle più alte vette della classifica dei film d’azione (un esempio su tutti: Spider-man 2).
Spettacolare l’armatura iper-mega-ultra-tecnologica (anche se mancano gli scarichi per i rifiuti liquidi e solidi… 8)) e la prima vestizione mette i bbrividi (li ho ancora)!

Robert Downey Jr. non mi è sembrato poi così perfetto, alcune espressioni sono alquanto irritanti, anche se ammetto che è il suo personaggio in generale a non ispirare molta fiducia.
Stupenda (esteticamente) Gwynet Paltrow (Una hostess tra le nuvole) da cui abbiamo anche una buona interpretazione del personaggio che per ora fa solo da "spalla" al nostro supereroe.
Ritroviamo anche Terrence Howard appena visto in The hunting party e nel pluripremiato Crash – contatto fisico.

Esito finale: andate e gustatene tutti, ma non aspettatevi nulla di più di un action movie con un supereroe.

Attenzione: Rimanete in sala fino alla fine dei titoli di coda.

Juno (regia di Jason Reitman _ 2007 _ 96′ _ Commedia)

Spettacolare. Tutto ruota attorno alla figura di un’adolescente che per sfiga, disinformazione, "sfacciataggine" o semplicemente per caso rimane incinta. L’approccio con questo nuovo problema farà maturare ulteriormente questa simpatica ed atipica ragazzina.

Ellen Page, nel film la dolce Juno, da un ottima prova, aiutata anche da una sceneggiatura minuziosa ed attenta e da dei dialoghi intelligenti e freschi (chiaramente con un linguaggio molto giovanile…) ma anche ad un bravo cast con dei personaggi (tutti positivi e che escono benissimo dal film), come Jason Bateman (Starsky & Hutch). Non a caso, quindi, la pellicola è stata premiata con l’oscar come miglior sceneggiatura originale agli ultimi Awards.
Gli stati d’animo che percorre la protagonista vengono trasmessi benissimo allo spettatore, e si capisce, e vi la conferma scena dopo scena che non siamo alle prese con una ragazzina normale (lo dice anche lei!).
Non è un capolavoro assoluto solo perchè forse è un po’ troppo positivo (alcuni direbbero "buonista" con un accezione negativa, ma il "buonismo" non è mai negativo) ma va dritti al cuore dello spettatore ed a renderlo partecipe.

Se potete non perdetevelo perchè è uno dei film della stagione, anche se purtroppo in Italia non è stato capito e rischia di passar inosservato!