piccolo HOWTO – Mandriva 2008.1 e modem Motorola v1075

Più che una guida è una conferma: se avete necessità di utilizzare il modem interno del Motorola v1075 per navigare in internet utilizzando un cavo usb per la connessione su linux non ci sono problemi.
Prendendo spunto da questo wiki per Ubuntu. Queste sono comunque le istruzioni passo passo per configurar la connessione su Mandriva 2008.1.

Il sistema ha riconosciuto automaticamente il cellulare. Per verificare se anche con voi non ci sono problemi è sufficiente collegare il telefono al computer e digitare in un terminale il comando:
# ls /dev/ttyACM*

oppure

# lsusb
Bus 001 Device 001: ID 0000:0000
Bus 004 Device 001: ID 0000:0000
Bus 003 Device 004: ID 22b8:3002 Motorola PCS A835/E1000 GSM Phone (AT)
Bus 003 Device 003: ID 04b3:310b IBM Corp. Red Wheel Mouse
Bus 003 Device 001: ID 0000:0000
Bus 002 Device 001: ID 0000:0000

e

# dmesg

usb 3-2: new full speed USB device using uhci_hcd and address 5
usb 3-2: configuration #1 chosen from 1 choice
cdc_acm 3-2:1.0: ttyACM0: USB ACM device

Nel primo caso se il file esiste il telefono è correttamente riconosciuto e installato, nel secondo se individuiamo il nome di un dispositivo simile a quello del nostro cellulare e contemporaneamente troviamo tra le ultime righe di dmesg un riferimento ad un nuovo dispositivo usb trovato e configurato (USB ACM device) su ttyACM* si può passare alla sezione passare avanti per la configurazione della rete, in caso contrario vi rimando al wiki originario in cui sono riportati i passi da fare per poter far "vedere" il cellulare al pc.

Per configurare la connessione andate sull’icona di NetApplet presente nella barra delle applicazioni e cliccate con il tasto dx, selezionate "Configura la rete" ed inserite la password di root.

Selezionate la connessione da configurare:

GPRS/Edge/3G

Il sistema dovebbe trovare l’interfaccia di rete funzionante, nel mio caso un Motorola PCS A835 GSM Phone.

Selezionando avanti dovrete inserire il pin del telefono, proseguite e dovrete selezionare l’operatore della rete; selezionate dai menu a cascata il vostro, nel mio caso Italia/Wind.

Proseguendo uscirà una schermata in cui inserire alcuni dati:

Tim: ibox.tim.it
Vodafone: web.omnitel.it
Wind: internet.wind
H3G: tre.it
H3G (opzione Naviga3): naviga.tre.it

Logine e password sono ininfluenti, io ho lasciato i valori impostati di default dal programma.

Andando avanti c’è la possibilità di consentire a tutti gli utenti del sistema la gestione della connessione (per attivare o configurare la rete senza passar dal profilo di root) ed attivare la connessione all’avvio del sistema.

Ancora avanti e verrà richiesto se attivare subito la connessione, quindi dovrebbe comparirvi il messaggio di fine configurazione della rete.

Ora potete navigare!

Recensione: Partimage (Linux)

L’utility permette di copiare/clonare intere partizioni del sistema e salvarle su un file compresso o su un disco sulla rete, inviando i dati anche criptati!

Le partizioni presenti sul disco chiaramente non devono essere montate, anche per evitare che i dati presenti non vengano modificati durante la copia. Inoltre, è possibile scegliere il grado di compressione (none, Gzip, Bzip2) che influenzerà anche la velocità di copia dei dati.
Se poi il nome scelto per il file immagine non fosse abbastanza "parlante" è possibile inserire una descrizione aggiuntiva al file che meglio identifichi il salvataggio.
Potremo, quindi, avere sempre a portata di mano (meglio se su un HD esterno custodito in quanto i dati salvati non sono criptati e potrebbero essere letti da altre persone) un backup completo del nostro sistema operativo o dei dati più importanti del sistema.

Ad esempio, nel caso in cui volessimo fare un upgrade all’ultima versione disponibile del s.o. e volendo metterci al riparo da ogni possibile rischio di blocco del pc è possible salvare l’intero contenuto delle partizioni (per esempio di /) e procedere all’aggiornamento, successivamente, in caso di problema sarà possibile ritornare alla versione precedente semplicemente lanciando il ripristrino delle partizioni salvate.
Un altro esempio di utilizzo può essere nel caso in cui dovessimo installare una distribuzione Linux su vari pc con hardware identico, infatti, nulla vieta di copiare un s.o. precedentemente installato e configurato su più sistemi, clonando di fatto il sistema e risparmiando così il tempo per le immancabili configurazioni sulle macchine.

Attualmente vi è un supporto completo dei seguenti filesystem: Ext2fs/Ext3fs, Reiser3, FAT16/32, HPFS, JFS, XFS; il supporto ai seguenti filesystem invece è inversione beta o in fase sperimentale: UFS, HFS e NTFS, in quest’ultimo caso non è completamente supportato dall’utility in quanto vi sono delle restrizioni sul filesystem: la partizione NTFS deve essere "non compressa" e non deve essere molto frammentata (cosa che è sempre bene evitare per non veder ridotte le performance del sistema), una volta creato il file è comunque sempre possibile ripristinarlo. Io, ad esempio, l’ho utilizzato in passato anche per la copia di un filesystem NTFS e non ho avuto problemi di sorta.

Per le partizioni di sistema che non è possibile smontare durante l’uso del pc (come quella di root "/") è consigliato l’utilizzo dell’utility tramite un livecd come SystemRescueCd o Parted Magic. Lanciando il pc con una di queste distro-live è possibile accedere ai filesystem da salvare senza alcun problema di smontaggio.

PRO:

– facile da utilizzare;
– backup anche via rete e criptato;
– copia la partizione anche su più file splittati;

CONTRO:

– solo interfaccia testuale;
– il percorso di salvataggio del file deve essere inserito a mano;

Sito ufficiale: www.partimage.org

Per il download Partimage è già presente nel repository di alcune delle distribuzioni più diffuse come Mandriva, Debian o Gentoo.
Per chi volesse è possibile installare e compilare i sorgenti dell’ultima versione stable.

piccolo HOWTO – X-forwarding con putty

Per lavoro ho dovuto connettermi dal mio pc Linux ad un server AIX per poter installare un DB Oracle; per far ciò ho dovuto abilitare l’X-forwarding con Putty (via telnet) per poter lanciare l’installer di Oracle.
I passi da seguire sono semplici, ipotizziamo che l’ip del nostro pc che fungerà da client sia 10.0.0.2 mentre quello del server a cui devo connettermi è 10.0.0.5.

1) Settiamo Putty;

– Nella sezione "Session" inseriamo il tipo di connessione usata e l’indirizzo del server che dobbiamo raggiungere:

hostname/port: 10.0.0.5/23
connection type: telnet

– Nella sotto-sezione "Connection/SSH" abilitiamo la compressione:

Protocol Options: Enable Compression

– Nella sotto-sezione "Connection/SSH/X11" abilitiamo l’X-forwarding e indichiamo di visualizzare le applicazioni nel display di default:

Enable X11 forwarding
X display location: localhost:0.0
MIT-Magic-Cookie-1

2) Collegarsi con putty al server (ricordarsi di salvare la connessione appena creata;

3) Abilitiamo le connessioni in arrivo dal server AIX verso il nostro client, lanciando il comando xhost ipserver da root;

# xhost +10.0.0.5
10.0.0.5 being added to access control list

4) eseguire sul server l’export della variabile DISPLAY (export DISPLAY=ipclient:0.0), per indicare l’indirizzo ip a cui il server deve inviare i pacchetti per la visualizzazione delle applicazioni ed il display corrente desktop di X (lato client);

$ export DISPLAY=10.12.10.100:0.0

5) Testar la connessione lanciando xclock!

$ xclock

Se è andato tutto bene vi apparirà un orologio con lorario del server sul vostro desktop. Al termine del lavoro ricordarsi di togliere sul pc usato come client il permesso di ricevere nuove connessioni X dal server:

# xhost -10.0.0.5
10.0.0.5 being removed from access control list

Ci sarebbe anche la possibilità di aprire l’intero desktop del server in remoto sul nostro client… ma si tratta di aprire un altro display, comunque, leggetevi questo tutorial per maggiori info.

piccolo HOWTO – spostare la partizione di root

Pulizie di primavera (anticipata). A causa della progressiva e inesorabile scarsità di spazio sulla partizione di root ho dovuto/voluto recuperare dello spazio dalla partizione di Windows XP (che per ormai sta facendo le ragnatele); ma andiamo per gradi.

La struttura del mio disco era la seguente:
hda1 Primaria — Windows XP
hda2 Primaria — Linux Swap
hda3 Primaria — Linux root
hda4 Primaria — Partizione Logica
  hda5 Estesa — FAT32 di appoggio

Per prima cosa mi sono fatto un bel backup della partizione di Windows (hda1 di tipo NTFS) per evitare spiacevoli inconvenienti utilizzando l’utility partimage, potete seguire il semplice manuale per effettuare il backup.
Poi con il tool QtParted ho ridimensionato la partizione hda1 riducendola considerevolmente.

Per aggirare il limite delle 4 partioni primarie, ho scaricato e masterizzato l’iso Parted Magic (ottimo live cd/USB per il partizionamento degli hard disk di soli 40MB) ed ho quindi restartato con il live cd. Utilizzando Parted ho eliminato la partizione della swap di Linux (hda2) ed ho utilizzato la comoda funzionalità per copiare-incollare le partizioni, copiando così l’attuale partizione di root (hda3) nello spazio che si è reso libero che prenderà così il nome di hda2.

Al termine tanto per verificare ho fatto un restart senza live cd per verificare che tutto sia ancora ok.
Quindi, son ritornato al live cd e per far "vedere al sistema" la nuova partizione di root, è bastato seguir parte di questo piccolo howto.
In pratica, ho montato le due partizioni (nuova e vecchia), ho modificato l’fstab (presente nella nuova partizione) cambiando il device della partizione di root (nel mio caso /dev/hda2 / ext3 noatime 1 1), quindi ho aggiunto a grub la voce per il boot della nuova partizione, aggiungendo le seguenti righe in coda al file (presente in /boot/grub/menu.lst):

title mandriva 2007 spring 2.6.17-16-mdk_V2 kernel (hd0,1)/boot/vmlinuz-2.6.17-16mdv_V2 BOOT_IMAGE=mandriva_2007_spring_2.6.17-16mdv_V2 root=/dev/hda2 PROFILE=default vga=791 initrd (hd0,1)/boot/initrd-2.6.17-16mdv_V2.img )

Date poi i comandi per il chroot nella vecchia partizione e per installare grub:

#mount -o bind /dev/ /media/actualRoot/dev/
#mount -t proc /proc/ /media/actualRoot/proc/
#chroot /media/actualRoot
#grub-install /dev/hda

Quindi, basta un riavvio ed il gioco è fatto! Ricordatevi di testare approfonditamente la nuova root prima di eliminare definitivamente la partizione vecchia.

Attenzione: seguendo alla lettera la configurazione per grub al riavvio entrando con la nuova partizione, se andate sotto /boot/grub/menu.lst ritroverete il vecchio grub senza i riferimenti alla nuova partizione inserita. Probabilmente, è quindi meglio, (quando si è fatto il boot da live cd) modificare il menu.lst presente nella newRoot/boot/grub/, in questo modo dopo aver installato il bootloader (con "grub-install") al riavvio avremo le modifiche apportate a grub nella nuova partizione… giusto per tener allineato il menu.lst e grub.
Comunque, dico probabilmente perchè non l’ho verificata ma a rigor di logica…

piccolo HOWTO – usare Ericsson T65 con Linux

Non avendo trovato nulla in rete ho deciso di scrivere due righe per mettere al corrente che per far funzionare il T65 della Ericsson su Linux basta scaricare ed installare Gammu, potete trovare una guida personalizzata per l’installazione a seconda del s.o. proprio qui e volendo esistono anche parecchie interfacce grafiche, io ho installato Gammu ed interfaccia grafica (Wammu) direttamente dai repository di Mandriva 2007.

I parametri da settare per poter connettere il cellulare sono pochi, nel mio caso la connessione è attraverso un cavo Prolific PL2303 USB (drivers/usb/serial/pl2303.c) presente su /dev/ttyUSB0, per cui i dati che permetto la connessione sono i seguenti:

Periferica: /dev/ttyUSB0
Connessione: at115200
modello: at

Ricordatevi di lanciare Gammu da root!
Attenzione perchè è molto lento.

piccolo HOWTO – Mandriva 2007 su un ThinkPad T41

Qualche consiglio su come configurare Mandriva 2007 Spring (ma fondalmentalmente vale per tutte le distribuzioni Linux) su un notebook IBM Thinpad T41.
Per cominciare è bene conoscere le caratteristiche tecniche del proprio portatile, per questo basta andare in nella sezione Support & Downloads sul sito della Lenovo ed inserire il "product number" oppure selezionare "Notebooks and handhelds" e completare il successivo form, nel mio caso ecco la scheda per mio T41.
Ora installando Mandriva molte delle funzionalità del pc saranno già disponibili, per completare e perfezionare il portatile aggiungeremo qualche "driver", modulo ed utility ad hoc.
Tenete presente che molte delle informazioni le ho prese dall’ottimo ThinkWiki, Wiki per l’installazione di linux sui notebook ThinkPad.

Kernel: Per prima cosa dobbiamo compilare il kernel 2.6, per far ciò basta seguire una qualsiasi guida (possibilmente per la propria distribuzione) che troviamo su internet, basta cercare "compilare kernel 2.6"; per facilità conviene compilare l’ultimo kernel disponibile nei repository della vostra distribuzione che nel mio caso è il 2.6.17, ecco il mio file config-2.6.17-16mdv_custom.gz in cui potete trovare il mio .config. Potete usarlo come base per le vostre personalizzazioni, per ogni evenienza potete consultare la seguente guida per il significato dei moduli del kernel
Da notare che io ho installato anche i dkms (pacchetti che vanno ad integrarsi con il kernel) per il modem integrato, dkms-slmodem), e per il wifi, dkms-madwifi.

XORG: "The latest driver version working with this chipset is 8.28.8. ATI has dropped support for this chipset in all further versions.", dato che comunque i driver Catalyst 8.28.8 non sono compatibili con la mia versione di XORG (troppo recente) ho deciso di tenermi i driver open source.
Ecco il mio file xorg.conf.gz.

Wifi: Pochi problemi anche qui grazie a Mandriva ed alla compilazione del kernel.

Suoni: funziona di default per cui non ho fatto molto (salvo compilarlo nel kernel), in ogni caso per problemi seguite la guida su ThinkWiki AD1981B AC’97 Audio controller

BlueTooth: non ricordo se di default è attivo, comunque seguendo questa guida durante la compilazione del kernel non ho avuto problemi.

PCMCIA, IrDA: non li ho ancora provati ^^’ Eventualmente aggiornerò l’HOWTO, se mi capiterà di provarli.

Links
Debian on an IBM ThinkPad T41p
Mandrake 10.0 on T41
Debian on IBM Thinkpad T41
Customizzare il kernel in Mandriva 2007
Thinkwiki
TuxOnIce
FAQ ATI Catalyst Linux Driver
Gammu
IBM ThinkPad(tm) special keys
GKrellM