Citazione del giorno, settimana, mese… degli ultimi 10 anni

D. Per fare il SysAdmin e’ necessario conoscere Unix/Linux e disprezzare Windows?

R. Se ti interessa lavorare in ambiente Unix/Linux dovrai averne un minimo di conoscenza, quando acquisisci tale conoscenza la seconda parte arriva da sola.

(“Le FAQ del SysAdmin” da Storie dalla sala macchine)

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Windows 7 (e Gestione disco) da evitare!

Purtroppo la società per cui lavoro non prende minimamente in considerazione le esigenze dei suoi dipendenti, quindi, mio malgrado, ho dovuto fare il gioco delle 3 carte con le partizioni di Windows 7, Ubuntu 10.04 e Mandriva 2010.2 per poter cancellare quest’ultimo s.o. dal disco e per portare dati e documenti su una partizione appositamente creata in NTFS.

Purtroppo sono incappato in un bug (?) di Gestione disco di Windows 7 (da qui in avanti chiamato “winzozz” per semplicità).
“Erroneamente”, pensavo che questa utility fosse capace di gestire una cancellazione di una partizione ext3 ma mi son dovuto ricredere. Nemmeno dopo lustri e lustri di file system ext in Microsoft sono riusciti a far qualcosa di compatibile.

Per spiegar l’accaduto ho solo questa schermata della situazione del disco poco prima della cancellazione della partizione /dev/sda7 da gparted (tool che non ho usato per appunto: “troppa fiducia” a winzozz):

Gparted /dev/sda

Da winzozz utilizzando “gestione disco” ho selezionato la partizione, cliccato su elimina ed a parte il messaggio comparso (poco più di un alert) non ho avuto altri avvisi. Men che meno, al termine della cancellazione ho avuto la possibilità di annullare l’operazione come faceva il caro e vecchio Partition Magic (rip).
Fatto sta che la fantastica utility s’è permessa di cancellare anche le partizioni: /dev/sda6 e /dev/sda8, entrambe NTFS e che contenevano i dati copiati in precedenza…

Nemmeno la tabella della partizioni son capaci di interpretare.

Non c’è male come ritorno a winzozz.

Ps. Per non parlare dei secondi persi a fissare un sistema che deve copiare 199KB da C: a D: o dell’ibernazione che consuma batteria o della mancata presenza di funzionalità importanti o…

Lo smartphone etico e solidale

E’ l’ora dei prodotti equi e solidali anche per quanto riguarda i prodotti elettronici.

logo_small

Una fondazione olandese (con l’aiuto dell’ONG ActionAid e Conflict-Free Tin Initiative) ha progettato Fairphone il primo smartphone Etico in cui le cui materie prime non sono macchiate dal sangue sparso dai “signori della guerra” o provenienti da miniere che sfruttino il lavoro minorile ed i lavoratori sono tutelati da diritti di lavoro e diritti umani.

Anche le caratteristiche tecniche del cellulare sono di tutto rispetto:

…un processore quad-core MTK6589M con 1 GB di RAM e 16 GB di memoria di sistema. Lo schermo sarà un qHD da 4,3 pollici con vetro Dragontrail Glass e il tutto sarà reso operativo da un sistema Android 4.2, anche se sembra che FairPhone mirasse all’uso di Ubuntu for phones. Il tutto sarà condito da un reparto multimediale con doppia videocamera con risoluzione da 1,3 Mpixel (frontale) e 8 Mpixel con autofocus (posteriore). Nel peso di soli 165 grammi sarà presente un doppio alloggiamento per due SIM (dispositivo dual-SIM), mantenute entrambe attive in modalità DSDS (Dual Sim Dual Stand-by) da una batteria da 2000 mAh, che alimenterà anche il GPS, il WiFi, il Bluetooth e i sensori di luce, di accelerazione e di prossimità. La connettività è garantita da una connessione USB, mentre l’espandibilità avverrà tramite microSD.

(fonte Punto-informatico.it)

Per ora è aperta la prevendita e la consegna è prevista intorno a Settembre-Ottobre.
Il prezzo è intorno a 325€.
Per ulteriori dettagli, foto o caratteristiche o per le FAQ vi rimando al sito ufficiale.

Attualmente secondo il contatore presente sul sito pare che sian stati venduti circa 1686 Fairphone.

piccolo HOWTO – Mandriva 2010.2 e AT&T Global Network Client

piccolo HOWTO – Mandriva 2010.2 e AT&T Global Network Client

Installazione AT&T Global network client su Mandriva 2010.2 con kernel 2.6.36.2-desktop-2mnb.

Ultima versione attualmente disponibile (ed installata) del client VPN:
agnclient-1.0-2.0.1.3003.i386.rpm (461 KB).
Tentando l’installazione del pacchetto, a causa delle dipendenze, questa fallirà, per risolvere ho dovuto installare anche i seguenti pacchetti (grazie a rpm.pbone.net):

libcurl3-7.15.5-2mdv2007.0 (171 KB);
openssl097a-0.9.7a-9 (824 KB);
openssl-1.0.0a-1.7mdv2010.2 (370 KB);

Per risolvere un errore lanciando il client da terminale (ma che non inficia il corretto funzionamento della VPN), potete installare anche i pacchetti:
libvorbisfile3-1.3.1-1mdv2010.1
libcanberra0-0.24-2mdv2010.1
libcanberra-gtk0-0.24-2mdv2010.1

che trovate nel repository.

Ecco le dipendenze delle librerie condivise per agnclient:

$ ldd /opt/agns/bin/agnclient
linux-gate.so.1 => (0xffffe000)
libagnLogc.so.1 => /opt/agns/lib/libagnLogc.so.1 (0xf76db000)
libagnc.so.1 => /opt/agns/lib/libagnc.so.1 (0xf76d2000)
libpthread.so.0 => /lib/libpthread.so.0 (0xf76ba000)
libm.so.6 => /lib/libm.so.6 (0xf7694000)
libdl.so.2 => /lib/libdl.so.2 (0xf768f000)
libgtk-x11-2.0.so.0 => /usr/lib/libgtk-x11-2.0.so.0 (0xf726b000)
libgdk-x11-2.0.so.0 => /usr/lib/libgdk-x11-2.0.so.0 (0xf71c8000)
libatk-1.0.so.0 => /usr/lib/libatk-1.0.so.0 (0xf71a9000)
libgdk_pixbuf-2.0.so.0 => /usr/lib/libgdk_pixbuf-2.0.so.0 (0xf718e000)
libpangoxft-1.0.so.0 => /usr/lib/libpangoxft-1.0.so.0 (0xf7184000)
libpangox-1.0.so.0 => /usr/lib/libpangox-1.0.so.0 (0xf7177000)
libpango-1.0.so.0 => /usr/lib/libpango-1.0.so.0 (0xf712e000)
libgobject-2.0.so.0 => /usr/lib/libgobject-2.0.so.0 (0xf70ea000)
libgmodule-2.0.so.0 => /usr/lib/libgmodule-2.0.so.0 (0xf70e5000)
libgthread-2.0.so.0 => /usr/lib/libgthread-2.0.so.0 (0xf70de000)
libglib-2.0.so.0 => /usr/lib/libglib-2.0.so.0 (0xf7004000)
libxml2.so.2 => /usr/lib/libxml2.so.2 (0xf6ec3000)
libc.so.6 => /lib/libc.so.6 (0xf6d71000)
/lib/ld-linux.so.2 (0xf76fe000)
libpangocairo-1.0.so.0 => /usr/lib/libpangocairo-1.0.so.0 (0xf6d65000)
libXfixes.so.3 => /usr/lib/libXfixes.so.3 (0xf6d5e000)
libcairo.so.2 => /usr/lib/libcairo.so.2 (0xf6ca6000)
libX11.so.6 => /usr/lib/libX11.so.6 (0xf6b74000)
libgio-2.0.so.0 => /usr/lib/libgio-2.0.so.0 (0xf6ac2000)
libpangoft2-1.0.so.0 => /usr/lib/libpangoft2-1.0.so.0 (0xf6a98000)
libfontconfig.so.1 => /usr/lib/libfontconfig.so.1 (0xf6a63000)
libXinerama.so.1 => /usr/lib/libXinerama.so.1 (0xf6a5f000)
libXi.so.6 => /usr/lib/libXi.so.6 (0xf6a50000)
libXrandr.so.2 => /usr/lib/libXrandr.so.2 (0xf6a47000)
libXcursor.so.1 => /usr/lib/libXcursor.so.1 (0xf6a3c000)
libXcomposite.so.1 => /usr/lib/libXcomposite.so.1 (0xf6a38000)
libXext.so.6 => /usr/lib/libXext.so.6 (0xf6a25000)
libXdamage.so.1 => /usr/lib/libXdamage.so.1 (0xf6a21000)
libXrender.so.1 => /usr/lib/libXrender.so.1 (0xf6a17000)
libXft.so.2 => /usr/lib/libXft.so.2 (0xf6a01000)
librt.so.1 => /lib/librt.so.1 (0xf69f8000)
libpcre.so.0 => /lib/libpcre.so.0 (0xf69c4000)
libz.so.1 => /lib/libz.so.1 (0xf69b1000)
libfreetype.so.6 => /usr/lib/libfreetype.so.6 (0xf692d000)
libpixman-1.so.0 => /usr/lib/libpixman-1.so.0 (0xf68b1000)
libpng12.so.0 => /usr/lib/libpng12.so.0 (0xf686a000)
libxcb.so.1 => /usr/lib/libxcb.so.1 (0xf684a000)
libresolv.so.2 => /lib/libresolv.so.2 (0xf6835000)
libXau.so.6 => /usr/lib/libXau.so.6 (0xf6831000)
libXdmcp.so.6 => /usr/lib/libXdmcp.so.6 (0xf682a000)

Buon lavoro.

looking for… Nvidia GTX460 economica

looking for… Nvidia GTX460 economica

Tempo di upgrade, per passione ma anche per affrontare con meno patemi l'update dei driver di sistema (si spera) rispetto agli attuali driver ATI… un poco refrattari ai vari kernel rilasciati da Mandriva.

Per cui dopo mesi di ricerca ho deciso di puntare tutto sulla una scheda basata sulla Nvidia GTX460. Una versione rivista del chip Fermi che ha reso la scheda meno rumorosa, meno calda e più potente!
Se non ci credete guardate anche i test fatti da Tom's hardware.

Visto il costo spropositato per le schede grafiche usate ho deciso di puntare su un acquisto di gruppo, sperando di spuntare un prezzo migliore facendo leva sul numero di schede vendute.

Per chi fosse interessato ad una Palit Geforce GTX460 Sonic da 1GB a 120€ (spedita) non ha che registrarsi al sito ed aggiungersi alla richiesta d'acquisto, e speriamo di essere in molti a volerne una per cercare di spuntare un buon prezzo!

Se volete qualche informazione in più su come funziona il sito, ecco un filmato esplicativo.

piccolo HOWTO – Instradamento con interfacce ppp0 e eth0

Ecco un modo per sfruttare il comando route di Linux per poter instradare i pacchetti a seconda dell’indirizzo ip che si vuole contattare. In pratica se, come me, avete l’esigenza di connettervi ad internet con l’interfaccia ppp0 (che nel mio caso corrisponde al modem del cellulare) e contemporaneamente di navigare all’interno di una intranet aziendale (e non) collegata a eth0 (o a qualsiasi altra interfaccia).

Questa è la tabella di routing a computer completamente scollegato, compare solo il richiamo al localhost

# route -n
Kernel IP routing table
Destination Gateway Genmask Flags Metric Ref Use Iface
127.0.0.0    0.0.0.0    255.0.0.0     U  0 0 0 lo

Ecco come si presenta la tabella di routing quando l’interfaccia di rete eth0 (la nostra intranet) è connessa ed attiva:

# route -n
Kernel IP routing table
Destination Gateway Genmask       Flags Metric Ref Use Iface
10.25.107.0  0.0.0.0    255.255.255.0 U  5 0 0 eth0
127.0.0.0    0.0.0.0    255.0.0.0     U  0 0 0 lo
0.0.0.0     10.25.107.1 0.0.0.0       UG 5 0 0 eth0

Se attiviamo anche la connessione ppp0 (ad internet) il computer si ritroverà nella situazione di non riuscire a determinare quale interfaccia utilizzare per poter navigare su internet o all’interno della intranet

# route -n
Kernel IP routing table
Destination Gateway Genmask Flags Metric Ref Use Iface
192.168.100.101 0.0.0.0    255.255.255.255 UH 45  0 0 ppp0
10.25.107.0     0.0.0.0    255.255.255.0    U  5  0 0 eth0
127.0.0.0       0.0.0.0    255.0.0.0        U  0  0 0 lo
0.0.0.0        10.15.107.1 0.0.0.0         UG  5  0 0 eth0
0.0.0.0         0.0.0.0    0.0.0.0          U 45  0 0 ppp0

Infatti in questa tabella compaiono 2 regole che come destinazione di default (0.0.0.0) rimandano a 2 interfacce diverse (eth0 e ppp0)… e non è bello. 8)

Tutto quello che dobbiamo fare, preferibilmente subito dopo l’aver attivato l’interfaccia eth0 e subito prima dell’attivazione della connessione ppp0 è lanciare i seguenti comandi da root:

# route add -net 10.0.0.0 gw 10.25.107.1 netmask 255.0.0.0 dev eth0
# route del -net default dev eth0
# route del -net 10.25.107.0 netmask 255.255.255.0 dev eth0

Con la prima riga inseriamo in tabella la nuova regola per l’instradamento dei pacchetti delle nostra rete aziendale (per tutti gli ip 10.*) attraverso il gateway predefinito definito dallo stesso dhcp che ci fornisce l’indirizzo ip (10.25.107.1) ed attraverso l’interfaccia di rete eth0.

Con la seconda riga cancelliamo la regola che reindirizza tutte le nostre chiamate di default (0.0.0.0) verso il gateway predefinito dalla rete (10.15.107.1), dato che la cosa non avrebbe senso, in quanto noi vogliamo limitare le chiamate al gateway interno solo nel caso in cui dobbiamo navigare all’interno della rete aziendale.

Con la terza ed ultima riga andiamo a cancellare anche l’altra regola, inservibile dato che per connetterci alla rete interna dovremo per forza passare dal gateway, mentre qui ci reindirizzebbe all’interfaccia ppp0.

Ecco il risultato finale delle nostre modifiche.

# route -n
Kernel IP routing table
Destination Gateway Genmask Flags Metric Ref Use Iface
192.168.100.101 0.0.0.0    255.255.255.255 UH 45 0 0 ppp0
10.0.0.0       10.25.107.1 255.0.0.0       UG  0 0 0 eth0
127.0.0.0       0.0.0.0    255.0.0.0       U   0 0 0 lo
0.0.0.0         0.0.0.0    0.0.0.0         U  45 0 0 ppp0

Buon lavoro!