This is Spinal Tap

 

This is spinal tapFinto film-doc su una ipotetica band heavy metal inglese .

Buona l’idea, qualche risata e qualche trovata simpatica. Una serata diversa dal solito.
Grazie anche alla brevità che probabilmente in questo caso ha aiutato a condensare le idee.

Consigliato.

 

Ecco il trailer:

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Viviane

Viviane

Film notevole sull’ottusità e le discriminazione dei tribunali religiosi israeliani.
Attenzione perché il film causa stress, nervosismo e voglia di prendersela con qualcuno.

A parte qualche interpretazioni è anche un ottima pellicola, ben diretta.

Imperdibile, ma credo che io non lo rivedrò ma è un limite mio dato che non riesco a sopportale troppi soprusi in una pellicola.

Il trailer:

The look of silence

The Look Of Silence

Se il precedente The act of killing era impressionante ed agghiacciante per la pazzia dei carnefici, questo film si distinguerà per la drammaticità degli eventi mettendoci davanti alla tragedia delle vittime ed ai loro figli che vivono il passato come un continuo presente. Senza mai poter sperare in un futuro migliore.

Il protagonista è encomiabile per aver dato il proprio volto e la propria triste storia famigliare. Siamo messi di fronte al suo giustificato odio ed alla paura dei suoi cari.

E’ un film che andrebbe proiettato in tutte le scuole e tv di stato.

Nota dolente sulla società: è stato VERAMENTE sconsolante vederlo in un Cineforum in cui al termine della proiezione moltissime delle persone se ne sono andate via, dopo aver visto di cosa è capace la natura umana quand’è organizzata come una nazione… Fermarsi per aver maggiori dettagli sul genocidio o comunque come “rispetto” per il milione di vittime innocenti trucidate da invasati, malati di mente e soggiogati per un po’ di potere e soldi.

Anche il rapporto con gli USA non fa che peggiorare il quadretto finale, uno stermino ai “comunisti” ordito a livello planetario per poter svolgere i soliti loschi affari economici.

Con il precedente film e questo ulteriore capitolo Joshua Oppenheimer ha alzato l’asticella della qualità dei documentari ad un passo dal cielo.
Probabilmente anche favorito dall’imbarazzante situazione politica, umana e sociale dell’Indonesia.

Capolavoro.

The Raid 2: Berandal

 

SeThe Raid 2: Berandalguito di The Raid ed infatti il film inizia proprio dalla fine del primo, per dare continuità e richiamare i tragici eventi in cui i protagonisti di questo film si ritroveranno.

Questa pellicola vi è sempre un alta carica d’adrenalina ma questa volta il regista si distingue per un voler dar qualcosa in più a livello di stile, con il risultato che fotografia e regia risultano meno sporche (grazie sicuramente anche al budget più alto), più  graffianti e più ricercate.

Buona idea e svolgimento. Come dare un maggior tono al genere d’azione fin troppo spesso emarginato a b-movie.

Straconsigliato.

The Raid – Redenzione

The Raid
Ottimo film Indonesiano per chi cerca qualcosa di adrenalinico ed alternativo ai soliti spara-spara-scappa-scappa-uccidi Americani.

La storia di per se è paragonabile a quella di altri film d’azione in cui il buono deve salvare la pellaccia e uccidere decine e decine, se non centinaia, di cattivi.

Qualche imprevisto e colpo di scena che aggiungono poco ma che danno un po’ più di sostanza ad un film nel suo genere veramente godibile.

Attenzione perché forse è un po’ troppo violento, anche se non a livelli di definirlo “splatter”, tipo ben altre pellicole in stile Tarantino.

Consigliato.

Blue Jasmine

Blue Jasmine

Uno dei peggiori film di Woody Allen (Vicky Cristina Barcelona, Il dittatore dello Stato libero di Bananas) che abbia visto.
Molto sotto tono rispetto al suo standard.
Poco graffiante come la protagonista: una “svampita” e frivola Cate Blanchett in perenne ricerca di attenzioni.

Di per se la storia non sarebbe male e, quindi, ci ritroveremo a seguire il film per sapere come andrà a finire.

Rimandato, da vedere solo se avete molto tempo libero.

Il trailer: