La tariffa smartphone per chi fa sport

Segnalo che CoopVoce ha pensato una nuova tariffa ChiamaTutti Bici per chi usa la bici o corre!

Praticamente partendo da un fisso mensile di: 200 minuti di chiamate nazionali verso i numeri fissi e mobili conteggiati al secondo, 200 SMS nazionali e 500 Megabyte c’è la possibilità di aggiungere minuti e MB per internet solo convertendo i km percorsi!

Adatta per chi usa giornalmente la bici o corre, per i propri spostamenti di lavoro, per hobby o per sport!

ChiamaTutti Bici

I clienti CoopVoce interessati a convertire i chilometri percorsi in bici o a piedi tracciati dall’app “ViviBici” in traffico telefonico, possono attivare l’offerta “ChiamaTutti Bici”.

L’offerta base prevede 200 minuti di chiamate nazionali verso i numeri di rete fissa e mobile, 200 SMS e 500 Megabyte di traffico internet nazionale a soli 7,5 euro al mese!
Ogni mese, al rinnovo dell’offerta, il traffico telefonico convertito (ovvero i Km Voce) sarà accreditato e sommato all’offerta base, fino ad un massimo di 200 Minuti e 1000 Megabyte pari a 200 Km Voce.

Costo mensile Soglia mensile minuti vs tutti Soglia mensile SMS vs tutti Internet
7,5 euro 200 minuti 200 SMS 500 MB

– 200 Minuti con ViViBici avrai a disposizione fino a 400 Minuti
– 200 SMS
– 500 Mega con ViViBici avrai a disposizione fino a 1500 Mega

Maggiori informazioni sul sito dell’offerta

Qui lo spot:

30ma Bicipace 2012

La Bicipace 2012 era alla sua trentesima edizione, ma per noi è stata la prima volta! Entusiasmante e affollatissma; è stato bello occupare le strade e scampanellare a più non posso per cercare di far spegnere i motori alle macchine in fila alle rotonde, (vedi codice della strada Art. 157 Arresto, fermata e sosta dei veicoli) e l’altroieri avevamo la precedenza noi. Abbiamo cercato di far venire voglia a tutta la gente a casa di prendere la bici. Altrettanto bello fermarsi nelle piazze col doppio intento di fare gruppo e farci notare.

Pur sembrando un’allegra scampagnata per andare a fare il pic-nic, è una vera e propria manifestazione per l’ambiente sostenibile e a misura d’uomo, che privilegia l’utilizzo di mezzi ecologici, e niente è più ecologico della bici!!! I diversi progetti sostenuti fanno capire che i più di 3.000 partecipanti hanno delle idee su come dovrebbe essere la nostra società, idee civili manifestate con gioia, sperando di avere visibilità e che i desideri si possano tramutare in gesti concreti. Nonostante l’affluenza di gente non c’è stata un’eco su tg o giornali nazionali, ma ci pensiamo con i nostri blog, spero di trovare tanti post in rete.

Bello l’arrivo alla colonia fluviale di Turbigo, dove, dopo aver parcheggiato le bici (noi no perchè non avevamo portato il lucchetto, e siamo reduci da un furto), ci si poteva comodamente accomodare sul prato a mangiare e bere (e ne abbiamo viste di ogni, soprattutto chi si è portato la birra da casa, cestini, panini, ecc; e il profumo della salamella invitantissimo, ci invitava a pedalare più forte durante il tragitto). Ecco la mappa (noi ci siamo uniti alla manifestazione tra Parabiago e  Canegrate), percorrendo un’abbondate trentina di km in un tempo molto ampio (diciamo 3h e 1/2) alla portata di tutti, bimbi e “bimbi dentro”. 

Per i curiosi c’è anche la fotogallery della 30ma BiciPace 2012, eravamo proprio in tanti!

Milano – Area C

Concordo con quanto esposto da Eugenio Galli presidente della FIAB Ciclobby di Milano, riguardo il primo incontro tra istituzioni e residenti della zona 1, tra le più colpite dai divieti di circolazione.
Migliorare la mobilità di Milano non è indolore soprattutto per l’errata abitudine degli italiani a spostarsi solo con le “quattro ruote”.

Questo il resoconto della serata di ieri con la speranza di un confronto costruttivo e con l’augurio che i milanesi possano capire che se vogliamo un mondo più pulito e vivibile bisogna anche abituarsi a perdere qualche “brutta” abitudine.

Area C: incontro in Zona 1
posted by Presidente on 10/01/2012

Ieri sera anche alcuni di Ciclobby hanno partecipato al primo incontro di presentazione di Area C, con l’assessore Pierfrancesco Maran, presso il CAM di corso Garibaldi.

L’organizzazione avrebbe dovuto essere migliore: in una sala evidentemente troppo piccola per contenere tutti, nella zona che fra l’altro è fulcro del provvedimento di congestion, il clima era incandescente ancor prima di cominciare il dibattito, alimentando un disagio crescente e palpabile.
La successione degli interventi, fino a tarda sera, solo contro: la lista delle iscrizioni a parlare, circolata poco prima dell’inizio del dibattito, si è riempita in pochi minuti con molte decine di nominativi, e non tutti hanno potuto registrarsi né intervenire.

Chi tra i presenti cercava chiarimenti o sperava in un confronto civile sui contenuti, pur quando con opinioni differenti, faticherà molto a dirsi soddisfatto. E chi tra i presenti avrebbe voluto intervenire evidenziando le molte ragioni positive del provvedimento, non ha avuto la possibilità di farlo.

A dirla tutta, quel che è parso in discussione da parte della maggioranza degli intervenuti non era il merito del provvedimento, la sua migliorabilità, cui peraltro è sostanzialmente rivolta la stessa fase di sperimentazione.
Anche se da una visione contraria, non si è cercato infatti un confronto specifico, magari su aspetti tecnici, su possibili lacune.
Oltre il 90% degli interventi di ieri sera, sia dei residenti sia di alcuni politici dell’opposizione (fra cui qualche ex assessore che meglio farebbe a interrogarsi anche sulle proprie responsabilità rispetto all’attuale situazione della città) intervenuti incitando alla ribellione, avevano un unico argomento: “non voglio pagare!”.

Qualcuno ha definito addirittura incostituzionale il provvedimento, citando gli artt. 3 (uguaglianza), 16 (libertà di circolazione) e 42 (proprietà privata) della Costituzione.
Dimenticando peraltro che l’art. 32 della nostra Carta costituzionale fa riferimento al diritto alla salute, che è fra quelli non negoziabili e che non può entrare in un giudizio di bilanciamento con altri diritti, libertà o pretesi tali.
E a tacer del fatto che quando la Costituzione parla di libertà di circolazione non specifica che questa debba intendersi “con auto”.
Nessuno ha soffermato l’attenzione sui temi della tutela della salute, della qualità della vita, dell’esigenza di rendere la nostra città sostenibile e a misura d’uomo. Sulla necessità di rivedere anche comportamenti abituali e diffusi.

Abbiamo sentito dire che a Milano non si può andare in bici “perché piove” (sic!). Che il problema dell’inquinamento non è dato dal traffico, ma dalle caldaie del riscaldamento.
Vi è chi ha detto che con queste politiche si intendono criminalizzare gli automobilisti.
Ed è emersa una visione dell’auto come protesi, che deve necessariamente accompagnare ogni movimento quotidiano.
Non importa che questo avvenga in un’area, quella soggetta a congestion charge, oggi di poco superiore agli 8 chilometri quadrati e altamente servita dai trasporti pubblici.
Non importa che la stessa “Commissione dei saggi”, insediata dall’allora sindaco Moratti e presieduta dal vicesindaco sen. Riccardo De Corato, nella relazione conclusiva dei lavori (dicembre 2010), dunque assai prima dei referendum ambientali, affermasse con chiarezza che, essendo venuta meno ogni efficacia del provvedimento Ecopass, risultava opportuno rilanciarlo con un ampliamento delle classi di veicoli assoggettate e con una estensione dell’area almeno fino alla cerchia filoviaria.
E non importa neppure che l’ingestibilità della situazione milanese, tanto dal punto di vista della mobilità e del traffico, quanto dell’inquinamento e di tutte le altre conseguenze correlate, derivi soprattutto dall’elevato tasso di motorizzazione, per cui a Milano circolano da due a tre volte più auto che in tutte le altre grandi città europee.
Se non si incide in modo deciso su questi numeri, è semplicemente impossibile, sul piano della praticabilità scientifica che non sia meramente fantascientifica, favorire la mobilità alternativa e sostenibile, il trasporto pubblico, la ciclabilità e la mobilità pedonale.

Abbiamo apprezzato l’assessore Maran che, oltre a metterci la faccia, ha saputo argomentare con decisione e in modo pacato e costruttivo, senza sfuggire al confronto.
E’ una pratica alla quale dovremmo riabituarci tutti.

Si citano spesso, magari senza davvero conoscerle, le esperienze delle città del nord Europa (Monaco, Copenaghen, Amsterdam…) quasi fossero tali da sempre, ma così non è. Anche in quei casi, oggi indicati come modello, si è vissuta la motorizzazione di massa e i suoi effetti. Ma vale la pena ricordare che, anche lì, quando una politica lungimirante ha saputo fare delle scelte nell’interesse della comunità, alcuni decenni or sono, riducendo lo spazio dedicato alle auto per restituirlo alle persone, non sempre queste sono state salutate con gioia ed entusiasmo. Solo una visione forte, una politica adeguata e coerente, può produrre nei fatti mutamenti durevoli che vanno a beneficio di tutti.

Lo abbiamo già detto, ma vale la pena ripeterlo: la sfida del cambiamento è qui, e parte da ciascuno di noi. Occorre che i cittadini ne siano consapevoli e scelgano la partecipazione e l’impegno.

Ricordiamo gli altri incontri in programma (cliccare qui) per la presentazione di Area C.

Casalborgone nel sole di dicembre

Ci siamo concessi di recente due giorni di relax a Casalborgone, a due passi da Torino, e che spettacolo:

C’è stato un sole magnifico, inusuale a Dicembre; faceva così caldo che alcune piante stavano germogliando; questa foto l’abbiamo scattata durante una “passeggiata” di 10 km!!! ci sono moltissimi sentieri tra i boschi sulle colline circostanti, ideali per passeggiate rilassanti, facili percorsi trekking o per sbizzarrirsi con la MTB.

Il paesino è molto tranquillo, l’ideale per rilassarsi; ma… e qui si rischia di avvicinarsi a vette irraggiungibili…. la cosa che ci farà tornare è… la birreria Terrapiemonte a 30m dal B&B che ci ha regalato 7/8 birre alla spina artigianali del birrificio Grado Plato, più alcune in bottiglia, spettacolari!!! c’è anche il menù del giorno per non rimanere a stomaco vuoto 🙂

campagna industrializzata

La bellissima giornata di ieri ci ha permesso di scattare queste foto di un caldissimo fine autunno senza pioggia; pur cercando di rimanere il più possibile nelle strade verdi non si può non notare la forte industrializzazione che ci circonda.

Gli alberi nascondono i palazzi e l’airone si adatta all’ambiente circostante; fotografarlo non è stato facile: appena mettevo piede giù dalla bici, seppur distante, l’airone spiccava il volo!

Il monte Rosa visto da Settimo Milanese ci fa intuire la bellezza della pianura, il laghetto di Monzoro (Gaggiano), ci emoziona con i suoi riflessi , le luci del tramonto al Parco del Roccolo nei pressi di Vanzago ci fanno gioire della bella giornata trascorsa all’aperto.

Non potevamo non fermarci ad immortalare questo bellissimo albero rosso con la luna che lo illuminerà di notte.