Vizio di forma

Vizio di forma

In bilico tra reale ed allucinazione, tra i deliri di Burroughs e la surrealtà di Kafka.

Si distingue subito per essere un film, per certi aspetti vecchio stampo in stile P. T. Anderson, con una regia e sceneggiatura più “leggera” (dialoghi e situazioni mi han strappato più di una risata) ma paradossalmente risulta anche essere il suo film più complesso. Chiaramente in linea con il libro da cui è tratto…

Ad un primo aspetto la storia è un intreccio senza un filo logico tra vari personaggi e tra più sotto trame a base di: cospirazioni, delitti, gang, polizia corrotta, sparizioni, politica, adulteri e strani giochetti erotici.
Mix esplosivo che risulterà per lo più inesplicabile anche al nostro protagonista.

Non saprei come definire questo film.
Personalmente l’ho trovato malato e divertente.

Sicuramente cercherò di rivederlo ma ai più potrà sembrare indigesto data la non linearità della trama a cui si è abituati.

Tante parole per dire che è quasi imperdibile 🙂

Ecco il trailer:

Annunci

This is Spinal Tap

 

This is spinal tapFinto film-doc su una ipotetica band heavy metal inglese .

Buona l’idea, qualche risata e qualche trovata simpatica. Una serata diversa dal solito.
Grazie anche alla brevità che probabilmente in questo caso ha aiutato a condensare le idee.

Consigliato.

 

Ecco il trailer:

Viviane

Viviane

Film notevole sull’ottusità e le discriminazione dei tribunali religiosi israeliani.
Attenzione perché il film causa stress, nervosismo e voglia di prendersela con qualcuno.

A parte qualche interpretazioni è anche un ottima pellicola, ben diretta.

Imperdibile, ma credo che io non lo rivedrò ma è un limite mio dato che non riesco a sopportale troppi soprusi in una pellicola.

Il trailer:

The look of silence

The Look Of Silence

Se il precedente The act of killing era impressionante ed agghiacciante per la pazzia dei carnefici, questo film si distinguerà per la drammaticità degli eventi mettendoci davanti alla tragedia delle vittime ed ai loro figli che vivono il passato come un continuo presente. Senza mai poter sperare in un futuro migliore.

Il protagonista è encomiabile per aver dato il proprio volto e la propria triste storia famigliare. Siamo messi di fronte al suo giustificato odio ed alla paura dei suoi cari.

E’ un film che andrebbe proiettato in tutte le scuole e tv di stato.

Nota dolente sulla società: è stato VERAMENTE sconsolante vederlo in un Cineforum in cui al termine della proiezione moltissime delle persone se ne sono andate via, dopo aver visto di cosa è capace la natura umana quand’è organizzata come una nazione… Fermarsi per aver maggiori dettagli sul genocidio o comunque come “rispetto” per il milione di vittime innocenti trucidate da invasati, malati di mente e soggiogati per un po’ di potere e soldi.

Anche il rapporto con gli USA non fa che peggiorare il quadretto finale, uno stermino ai “comunisti” ordito a livello planetario per poter svolgere i soliti loschi affari economici.

Con il precedente film e questo ulteriore capitolo Joshua Oppenheimer ha alzato l’asticella della qualità dei documentari ad un passo dal cielo.
Probabilmente anche favorito dall’imbarazzante situazione politica, umana e sociale dell’Indonesia.

Capolavoro.

The Raid 2: Berandal

 

SeThe Raid 2: Berandalguito di The Raid ed infatti il film inizia proprio dalla fine del primo, per dare continuità e richiamare i tragici eventi in cui i protagonisti di questo film si ritroveranno.

Questa pellicola vi è sempre un alta carica d’adrenalina ma questa volta il regista si distingue per un voler dar qualcosa in più a livello di stile, con il risultato che fotografia e regia risultano meno sporche (grazie sicuramente anche al budget più alto), più  graffianti e più ricercate.

Buona idea e svolgimento. Come dare un maggior tono al genere d’azione fin troppo spesso emarginato a b-movie.

Straconsigliato.

The Raid – Redenzione

The Raid
Ottimo film Indonesiano per chi cerca qualcosa di adrenalinico ed alternativo ai soliti spara-spara-scappa-scappa-uccidi Americani.

La storia di per se è paragonabile a quella di altri film d’azione in cui il buono deve salvare la pellaccia e uccidere decine e decine, se non centinaia, di cattivi.

Qualche imprevisto e colpo di scena che aggiungono poco ma che danno un po’ più di sostanza ad un film nel suo genere veramente godibile.

Attenzione perché forse è un po’ troppo violento, anche se non a livelli di definirlo “splatter”, tipo ben altre pellicole in stile Tarantino.

Consigliato.