Bellotto e Canaletto, lo stupore e la luce

Accetto volentieri l’invito di una cara amica e mi preparo ad andare a questa mostra. Qualche giorno prima prenoto in biblioteca un validissimo libro di Terisio Pignatti su Canaletto (edizioni Capitol, collana Paola Malipiero) e complice la disoccupazione lo leggo tutto d’un fiato per prepararmi  all’evento ….. Perché “domani vado a vedere il Canaletto”.

Si va in Piazza Scala a Milano, dove a Palazzo.Marino è esposto lo striscione giallo, Verità per Giulio Regeni, ad un anno dalla sua morte.

Non ero mai stata alle Gallerie d’Italia di Milano, un palazzo sede storica della Banca Commerciale Italiana, ora Intesa San Paolo. Già solo vedere la monumentalità dell’edificio dall’interno , con le vetrate dipinte e i vecchi sportelli numerati suscita un’emozione.

La mostra è corposa, ci sono moltissimi quadri! Facciamo il giro supportate dalle spiegazioni dell’audio guida (inclusa nel biglietto), e scopriamo ben presto che …. non a caso il primo nome nel titolo della mostra è Bellotto, è lui il protagonista!

Poco male, tranne per il fatto che conoscevo benissimo la biografia del famoso zio. I quadri sono bellissimi, hanno ancora dei bei colori, sono di grandi dimensioni e spesso ti sembra di essere dentro la città rappresentata nella ” veduta”.

Questi quadri sono anche documenti storici .di rappresentazione delle città. Venezia, Firenze, Torino e Milano (irriconoscibile!!!), Gazzada, l’Adda, per poi spostarsi in Sassonia, e Polonia.

È interessante vedere i lavori preparatori di studio delle prospettive affiancati alle opere, che a volte sembrano doppioni perché spesso dei committenti chiedevano delle riproduzioni, che proprio grazie agli studi preparatori potevano essere duplicate quasi alla perfezione.

Una commistione di tecnica e arte. La riproduzione degli elementi architettonici è dettagliatissima, dalle strutture ai singoli dettagli come possono essere un mattone, una crepa, un lastrone, una cura minuziosa per la riproduzione del vero. Eppure è arte nella rappresentazione della vitalità dei personaggi che vi “abitano”, di ogni estrazione e ceto sociale, impegnati in attività quotidiane di duro lavoro, o di svago o di rappresentanza.

Per quanto possa valere , il mio consiglio è se possibile di andare a vedere questi capolavori.

Correre è la mia vita

Here is a review by Nononoeno: https://www.goodreads.com/review/show/1873913161

Finalmente un libro sincero che parla di un ragazzo, accompagnato nel mondo della corsa da una persona speciale che gli ha dato gli strumenti per vivere al meglio la propria vita. Che il ragazzo tra i milioni di destini possibili sia diventato un campione è il frutto della libertà, della passione e dell’impegno.

Il libro parla di corsa e delle innumerevoli corse alle quali ha partecipato Giorgio Calcaterra, dalle tapasciate di paese alle 100km iridate e non, dagli allenamenti (ma non parliamo di tabelle!) alle corse di beneficenza, dalle corse con gli amici, alle corse da solo.

Ogni corsa è accompagnata da un aneddoto, o da un insegnamento, e come abbia fatto a ricordarsele tutte, ma proprio tutte…. sarà svelato nelle ultime pagine.

La vita non è solo corsa, e ho apprezzato la discrezione nel descrivere i rapporti umani, sempre con un velo d’amore, stima, amicizia, senza inutili ostentazioni, non è un libro per guardoni della vita privata altrui.

Forte e senza peli sulla lingua è il messaggio antidoping, contro una società che cerca scorciatoie; in questo messaggio c’è tutto, chi non prende posizione in merito è colpevole di avvelenare lo sport.

È un buon libro.

In piena libertà e consapevolezza: Vivere e morire da laici

>_> In piena libertà e consapevolezza: Vivere e morire da laici

20560958  Dopo parecchio tempo che non mi dedicavo alla lettura ho deciso di ricominciare partendo da questo libro di Margherita Hack.

E’ un libro che con parole semplici esprime il concetto di laicità e di scelte consapevoli, illustra la nascita della Costituzione ed alcuni suoi punti fondamentali; c’è un po’ di biografia dell’autrice ed alcuni esempi di cronaca dove la laicità dello Stato viene pericolosamente messa in discussione.

C’è stato un momento in cui ho pensato che il libro fosse un po’ ripetitivo, ma ripensandoci ad un paio di settimane dalla fine della lettura penso che questo ripetere i concetti fondamentali espressi sia funzionale al fatto che ci ritroviamo giorno dopo giorno a dover combattere sempre con gli stessi temi , sempre con interferenze varie da parte di gruppi che vorrebbero limitare i nostri diritti imponendoci le proprie scelte a discapito del diritto.

Faccio un piccolo elenco di avvenimenti di cronaca di questi giorni dove i punti evidenziati da Margherita Hack sono estremamente attuali e irrisolti.

Il Papa, dopo mesi in cui si è fatto ben volere pronunciano frasi di un’ovvietà senza pari, finalmente si è rivelato per quel che vale con un’interferenza inaccettabile nei diritti dell’uomo: in un’udienza ai medici non ha fatto mistero di essere contro l’aborto ed il diritto ad una dignitosa possibilità di porter scegliere riguardo ai momenti della propria fine vita (testamento biologico), dando precise indicazioni di utilizzare il mezzo dell’obiezione di coscienza; in questo modo, come poter far valere i propri diritti? instaureremo delle “quote” minime di medici non obiettori?

Sempre in questi giorni, sintomo che il dibattito su questi temi è internazionale, ha fatto discutere il caso di una ragazza statunitense malata terminale che ha deciso per se stessa la morte assistita; laicità significa consentire di poter disporre di questo diritto, e rispettare chi invece per un proprio credo ritenga di voler fare diversamente; in contrapposizione alcune religioni, convinte che non si possano prendere tali decisioni, vogliono imporre anche ad altri questo credo, ed è questa l’interferenza inaccettabile, l’imposizione del proprio credo.

Altro esempio, proprio in questi giorni è stata nominata direttore del CERN una donna, l’italiana Fabiola Gianotti per la prima volta dopo 60 anni, questo a dimostrazione che anche in ambito scientifico le donne faticano ad emergere e tuttora una notizia come questa fa notizia, quando dovrebbe essere la normalità.

Questi sono solo 3 esempi, che ci fanno capire come le considerazioni di Margherita Hack, costruite in una vita , siano attuali e costituiscano dei punti fondamentali per darci una chiave di lettura di quanto ci circonda e del lavoro che dobbiamo fare per avere un mondo migliore per tutti.

 

una nuova stagione

La gente ha bisogno di uscire, di parlare, e di vedere cose belle,  di uscire dal cinema discutendo, confrontandosi (magari non tutti hanno il coraggio di esprimersi di fronte al pubblico) e non limitarsi a dire “mi è piaciuto”, “non mi è piaciuto”, “bello”, “brutto”.

Noi ovviamente ci saremo per la nuova stagione del Cineforum di Legnano, le tessere associative sono in vendita!

Senza scordarsi le regole: una per tutte: 5 Non importa quanto sia triste il finale, ricomponiti prima che si accendano le luci. Internazionale, numero 1017, 13 settembre 2013