The look of silence

The Look Of Silence

Se il precedente The act of killing era impressionante ed agghiacciante per la pazzia dei carnefici, questo film si distinguerà per la drammaticità degli eventi mettendoci davanti alla tragedia delle vittime ed ai loro figli che vivono il passato come un continuo presente. Senza mai poter sperare in un futuro migliore.

Il protagonista è encomiabile per aver dato il proprio volto e la propria triste storia famigliare. Siamo messi di fronte al suo giustificato odio ed alla paura dei suoi cari.

E’ un film che andrebbe proiettato in tutte le scuole e tv di stato.

Nota dolente sulla società: è stato VERAMENTE sconsolante vederlo in un Cineforum in cui al termine della proiezione moltissime delle persone se ne sono andate via, dopo aver visto di cosa è capace la natura umana quand’è organizzata come una nazione… Fermarsi per aver maggiori dettagli sul genocidio o comunque come “rispetto” per il milione di vittime innocenti trucidate da invasati, malati di mente e soggiogati per un po’ di potere e soldi.

Anche il rapporto con gli USA non fa che peggiorare il quadretto finale, uno stermino ai “comunisti” ordito a livello planetario per poter svolgere i soliti loschi affari economici.

Con il precedente film e questo ulteriore capitolo Joshua Oppenheimer ha alzato l’asticella della qualità dei documentari ad un passo dal cielo.
Probabilmente anche favorito dall’imbarazzante situazione politica, umana e sociale dell’Indonesia.

Capolavoro.

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