Smog, sostanze nocive, Lambro, tumori

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Editoriale sul Corriere della Sera di oggi, il grassetto è mio.

Ultima chiamata sull’emergenza smog «Arrivare a un’informazione consapevole e ad una gradualità di interventi strutturali e d’emergenza»

L’unica verità sullo smog è quella dei dati e i dati dicono che le concentrazioni di veleni nell’aria del bacino padano superano abbondantemente le soglie previste dall’Unione europea. Dunque siamo fuorilegge. Irridere un allarme confermato da cifre e statistiche, configura qualcosa che va oltre l’irresponsabilità: può diventare omissione di soccorso. Per evitare un’incriminazione e superare il diseducativo fai-da-te innescato in questi giorni da sindaci e amministratori locali sulle misure da prendere, sarebbe utile chiedere ufficialmente a chi ne sa più di noi un serio rapporto sulle conseguenze dei picchi vertiginosi di polveri sottili per la salute dei cittadini.

Se l’effetto è trascurabile, come qualcuno sostiene, facciamo pure finta di niente. Ma se i danni all’apparato respiratorio nelle persone più sensibili e il rischio di tumori, bronchiti, enfisemi, infarti crescono proporzionalmente al livello d’allarme, allora è doveroso e giusto fare subito qualcosa per interrompere l’overdose di veleni ai quali troppo spesso sembriamo rassegnati. Questa elementare terapia si chiama buon senso e non richiede titanici sforzi: basterebbero la buona volontà del ministro dell’Ambiente e di quello della Salute, un accordo per tutelare centinaia o forse migliaia di persone da danni certi all’apparato respiratorio, sottoscritto da chi governa una città, una provincia, una regione. A questo si dovrebbe arrivare dopo il lungo sonno nelle politiche antismog, ad un’informazione consapevole e ad una gradualità di interventi strutturali e d’emergenza, senza bruciare nelle polemiche su una domenica a piedi la buona volontà di chi si batte per l’aria pulita.


(fonte Corriere, autore Giangiacomo Schiavi)

Ed una sul disastro ambientale del Lambro il ddl del 2 febbraio ha in effetti depenalizzato il reato di scarico di acque reflue, resta da vedere se l’atto doloso del Lambro rientra in questo caso, in cui è prevista la sola sanzione amministrativa e cioè solo se ci si trova di fronte ad uno scarico la cui concentrazione di sostanze nocive sia superiore a dei valori limite:

E’ giunta in dirittura d’arrivo il ddl che modifica la "Disciplina sanzionatoria dello scarico di acque" al fine di riservare la sanzione penale prevista per gli scarichi di acque reflue in fognatura ai soli casi in cui vi sia un pericolo effettivo, e vale a dire soltanto per lo scarico delle sostanze pericolose, lasciando in vigore per lo scarico delle altre sostanze il sistema sanzionatorio amministrativo.

(fonte IPSOA)

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