che merda di paese

è_é che merda di paese

Sentita da più parti la notizia del paesino nel Lazio, schierato con gli stupratori in quanto ragazzi di famiglie "per bene". Agghiacciante!

I problemi, questi otto ragazzi dello stupro in pineta su una quindicenne, sperano di averli superati, adesso. Di certo, non solo i loro coetanei ma il paese tutto li difende. Giovani, anziani, anche le donne. E nel difenderli – quasi inevitabilmente – accusano la ragazzina. Dice Vittorio Bricca, pensionato settantenne seduto in piazza alla fine del Corso: «Avessi avuto diciassette anni, mi sarei messo in fila e anch’io sarei andato con quella». Ecco, lo fanno in molti: la vittima, la chiamano «quella». «Ma questi ragazzi mica sono romeni, che picchiano e uccidono». Stupratori gentiluomini. «No davvero, avranno pure sbagliato ma mica si possono rovinare la vita. Tutte queste parlamentari che parlano, accusano, ma questi ragazzi una sera j’è capitata ’sta cosa…». Capitata. Poi dice una frase a forma di battuta, parecchio crudele: «Non tutti i mali vengono per nuocere, adesso quella fija troverà un lavoro…».
(fonte Corriere)

E qui un commento di Fabrizio Paladini preso da Metro edizione di Milano di qualche giorno fa’.

La pena certa vale solo per alcuni. C’è un paese vicino Roma che si chiama Montalto di Castro dove due anni e mezzo fa otto ragazzi minorenni hanno stuprato una ragazza di 15 anni. Per prima cosa il sindaco di Montalto, uno del Partito democratico, spese soldi pubblici per dare assistenza legale ai violentatori. Gli otto non hanno mai negato gli addebiti facendo però trapelare che «lei ci stava».
Alla fine, durante il processo e quando hanno capito che poteva tornare utile, hanno chiesto scusa. Adesso il Tribunale ha deciso che gli otto saranno per due anni in prova ai servizi sociali. Dovranno cioè assistere anziani, pulire le strade, essere insomma “bravi cittadini”.
Se la prova sarà positiva, il reato sarà cancellato. Nessuno si è preoccupato di dare assistenza legale alla vittima della violenza né di darle altri sostegni. Anzi, ora sta cercando lavoro ma paradossalmente alla vittima vengono solo chiuse porte in faccia. A Montalto tutti, dal maresciallo al panettiere, dicono che gli otto sono “bravi ragazzi”, di “buona famiglia” e che al contrario lei “tanto a posto non è”. Alla violenza fisica si aggiunge un’altra violenza ugualmente umiliante perché, insomma, se una si fa violentare in un boschetto da otto più grandi di lei, vuol dire che un po’ puttana è. Questa è l’Italia che invoca la certezza della pena. Siamo sicuri che se gli otto fossero stati rom o albanesi le cose sarebbero andate nello stesso modo?

(fonte Metro del 22/10/2009)

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...