è_é Gossip, comunismo e tanti altri significati ad personam.

La sottile differenza tra gossip e corruzione, dato che nell’inchiesta di Bari si parla anche di appalti e di tangenti sotto forma di "carne umana".

Il gossip, la politica e le spie nel lettone di Pino Corrias

Alla fine i meglio sceneggiatori ingaggiati dal Cavaliere hanno tirato fuori questa parola magica del gossip (“è solo gossip”, “non ci sono notizie”, “non mi occupo di gossip”, “questa è spazzatura”) che da sola dovrebbe metterlo al riparo dalle macerie che incombono. Si da’ i caso che i tre più furenti fautori di questa risibile linea difensiva, Augusto Minzolini, Emilio Fede e Carlo Rossella, di gossip ci hanno allegramente campato l’intera vita. Sul gossip hanno fondato le loro carriere di carta, le loro rubriche, e persino le loro quotidiane conversazioni.
Da questa parola magica discendono altri piccoli sillogismi da trincea: una cosa è il gossip, un’altra sono la politica e l’azione di governo; la sfera privata del premier è affar suo, dentro casa può fare quello che vuole, come ogni cittadino italiano.

Balle. Provate a immaginare, in termini di sicurezza e ricatti, quello che possono combinare trenta sgallettate dentro casa, a ogni week end, armate di macchine fotografiche, registratori, telefonini & tanga. In quelle feste c’erano bimbe ingaggiate solo da Giampaolo Tarantini, esperto in protesi, o anche dall’amico Putin? Sicuri che nessuna di loro venisse dalle collezioni della Gazprom? O dalle signorine ninja del colonnello Gheddafi? E qualche gentile agente Cia c’era?
Quante chiacchiere si possono estrarre da un ometto di 72 anni, pieno di cerone, di farmaci e di capelli finti, impacchettato in un accappatoio bianco, steso su un letto rotondo, carezzato, vezzeggiato da esperte in sogni da rotocalco, eccitato dai suoi stessi video girati a casa dell’amico Bush, e addirittura nelle proprie ville (“guardate che rifiniture!”) mentre racconta i portenti virili dei suoi soldi?

(continua su Voglioscendere)

Si cerca di applicare lo stesso procedimento che ha portato la parola "Comunista", a diventare un insulto, senza sapere il reale significato del termine. Ovviamente ci son voluti anni e parecchie televisioni per cambiarne in modo così radicale il significato. Così tutto quello che è opposizione o tutte le critiche che non stan bene al governo (attuale) sono diventate "Comuniste", quando del comunismo magari hanno ben poco…
Ed una fetta di popolazione si abitua ad usare il vocabolo come per un insulto, senza sapere di che si tratta, ripassate il vocabolario e leggete di più: comunismo.

Come quanto accaduto a Fabio Volo in un paio di sue trasmissioni.

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