>_> "la coscienza di Zeno" Italo Svevo

Fumatore incallito, nonchè ipocondriaco, racconta la sua storia fatta di donne, soldi e poca voglia di lavorare. E per fortuna all’epoca non esisteva il Viagra…

Ho iniziato questo libro parecchi mesi fa e mi ha accompagnato in questo pezzo di vita, e purtroppo non è stato sempre il benvenuto. Riuscire a portar a termine la lettura è stato un vero e proprio "parto"; forse per via di come è stato scritto (un po’ arcaico, imho) ma molto più probabilmente per una serie di fattori esterni che mi hanno impedito di concentrarmi a dovere.
Il romanzo, in teoria non sarebbe nemmeno troppo monotono, anzi dovrebbe (sempre in teoria) appassionare il lettore e divertire grazie alle strampalate vicende del complicato protagonista, eppure…
Probabilmente in alcune occasioni stona un po’ il comportamento di Zeno che pensa una cosa ma ne compie un altra, chiaramente in quei casi interviene la propria coscienza posta al di sopra della ragione che ne inficia la salute. Ma la cosa è poco chiara e pesante.

Il giudizio finale non può che esser negativo.

Piccola curiosità: Svevo, che non usciva da 20 anni all’esame di maturità, è stato quest’anno scelto come uno dei temi per l’esame. Quindi, chi vorrebbe capire qualcosa in più del libro, può chiedere ai propri figli o figli di amici! Oppure dare un occhio al commento del Corriere sulla traccia.

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