The Millionaire (regia di Danny Boyle _ 2008 _ 120′ _ Drammatico)

Slumdog Milionare.
Cane dello slum… reietto, pezzente. Parola che per tutto il film echeggerà minacciosa nelle orecchie di Jamal Malik, il nostro eroe interpretato da Dev Patel, chiamato con questo epiteto sin dall’inizio del film.

La storia è semplice ma affasciante, in cui l’originalità non è il punto forte, e riesce a farci appassionare della vita del piccolo Jamal, relegato a vivere ai margini di una società che non ha riguardi per i bambini ed verso i più deboli. Nonostante tutto, riuscirà a mantenere la propria sincerità ed una propria onestà con caparbietà e passione., pregi che lo porteranno a sopravvivere ed a conoscere l’amore della sua vita.
L’espediente cinematografico usato per narrare la sua storia è quello di miscelare con sapienza i passi fondamentali che ne han modificato il corso con delle domande dello show più famoso al mondo "Chi vuol essere milionario?".
Le domande ripercorreranno punti focali del suo trascorso in quella landa disperata che sono le baraccopoli dell’India per dei bambini nati poveri, privati brutalmente dell’amore materno e cresciuti sulla strada.

A prima vista lo show può esser interpretato come un desiderio di arricchirsi per poter evadere da tutto quel lerciume (dovuto alla povertà ma anche da mafia e corruzione). In realtà anche un gioco così banale e frivolo, in cui vengono messe in gioco somme ingenti capaci di trasformare anche la vita della persona più povera del mondo e in pochi minuti ci si può giocare tutta una vita, può avere un valore che va ben oltre ai milioni di rupie messi in palio e la vera vincita del protagonista è tutt’altro che materiale…

Drammatico fin dalle prima battute, Boyle mixa perfettamente flash-back e presente in cui il protagonista è sotto torchio ora dal presentatore ed ora dalla polizia, entrambi increduli che un semi-analfabeta, vissuto di espedienti, possa poter vincere senza barare. Fieri del proprio credo e forti della propria condizione sociale per cui "siamo nel momento stesso in cui nasciamo" (nasciamo poveri, sinceri, buoni, musulmani o semplicemente diversi).

Altro aspetto amaro della vita dei "cani dello slum" è che si sopravvive solo con le proprie forze, e qui Salim fratello di Jamal, prende di petto quel tipo di vita in cui non ricevi aiuto da nessuno: nemmeno un intero vagone di persone alzerà un dito per aiutare un gruppo di bambini in fuga, il che è alquanto emblematico per il tipo di società in cui vivono.

Film toccante, ottimamente diretto e montato, con sequenze davvero notevoli come il primissimo inseguimento dei bambini nello slum o come la crescita esponenziale che subisce il paese, una distesa di baracche e catapecchie, che con il passare degli anni si ritroverà ad essere travolto da mutamenti che ne modificheranno completamente la forma (con palazzi colossali) meno la sostanza (centri del potere per l’ennesimo mafioso di turno). Sopravvivere in ogni modo con qualsiasi mezzo. Anche scendendo a compromessi, mettendo in gioco la propria vita o il proprio corpo.
Jamal risulta, quindi, essere l’unico a non volersi abbattere e a non farsi contaminare, una persona rara (come una su 20 milioni! ;P). L’unico a voler proseguire per la sua strada, a volte testardo, di sicuro problematico anche a causa di tutti i traumi che è costretto a subire o di cui è diretto testimone (pestaggi dei mussulmani, violenze sui bambini)… ed anche per questo è un film che ha bisogno di molta attenzione ma che andrebbe assolutamente visto.

Unica nota dolente è appunto solo la scarsa originalità (ambientazione a parte), infatti vi sono molte analogie con il classico "oliver twist" e con il bellissimo "city of god". Più in generale richiama la struttura diversi romanzi di formazione, accostando la cultura di strada a quella scolastica.

Interessanti anche i temi secondari toccati, ovvero le ingiustizie che subiscono i poveri nei paesi dove la legalità non è garantita; la strenua difesa dei diritti di casta, e la mancanza assoluta di volontà di integrazione sociale; i conflitti religiosi e razziali.
Il tutto condito da una colonna sonora davvero notevole e che ci accompagnera per tutto il film immergendoci nel clima particolare dell’India!

Non perdetelo!

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