Revolutionary Road (regia di Sam Mendes _ 2008 _ 119’ _ drammatico)

 

 

Intrappolati dai loro ruoli istituzionali due coniugi in crisi ritrovano l’intesa grazie ad un vecchio sogno che sta per diventare realtà ma si perdono al primo imprevisto.

 

Il film stupisce perché inizia , continua e finisce con una crisi familiare intervallata da momenti di felicità; peccato che questa felicità si basi su un sogno della vita e non sulla realizzazione della vita.

 

La trama è molto coinvolgente perché ha come tema dei sentimenti che affiorano nella vita di tutti noi e di cui spesso non si parla. Quando gli altri ci vedono realizzati, perché la società vede la realizzazione personale nell’avere una famiglia, una casa e un lavoro ben retribuito, noi possiamo vedere in queste cose un fallimento e una mediocrità per cui ci sentiamo non realizzati e caduti nel conformismo, e questo può portare allo sconforto e al sentirsi inadeguati a sostenere il peso delle responsabilità e della quotidianità.

 

Spiace che dell’insoddisfazione personale se ne dia la colpa alla nascita e presenza dei figli in famiglia; figli sempre presenti nei discorsi ma mai nella vita quotidiana dei protagonisti come ce li mostra il regista. Spiace che per evadere dalla monotonia della ripetitività dei gesti quotidiani, l’essere un lavoratore pendolare o una casalinga dedita ai mestieri, l’unica via di uscita, provvisoria e fallimentare, sia avere rapporti sessuali ad di fuori della coppia.

 

Quello che per via del caso e degli incontri si realizza man mano a volte può essere meglio del sogno iniziale, la capacità dell’uomo di vivere pienamente è legata ai sogni, ma anche al saper cogliere negli imprevisti della vita un’opportunità e una bellezza inaspettata. E questa è la differenza tra il personaggio maschile e femminile del film. Inizialmente si difende il personaggio femminile che appare più coerente non abbandonando il sogno, e quando lei viene accusata di essere schiava dell’utopia sembra ingiusto. Ma poi lei si arena nella sua idea e non trova alcun guizzo di vitalità che le faccia apprezzare la vita.

 

Il film non è un capolavoro, ma ha il pregio di trattare dei temi non banali e di mettere in discussione il nostro metro di giudizio sulla vita e la famiglia; le interpretazioni degli attori sono buone, quindi è senz’altro da vedere.

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