Wall-E (regia di Andrew Stanton _ 2008 _ 98′ _ Commedia Fantastica)

Capolavoro, il film più bello fatto dal genere umano.

La storia la conosciamo tutti, Wall-E è un simpatico robottino che, in un lontanissimo futuro, si troverà unico abitante della terra a dover ripulirla dall’immane distesa di immondizia che la ricopre e poter così permettere agli umani di tornare a vivere. Il film parte con dei toni giocosi e spensierati ma diventa ben presto malinconico e nostalgico, data la solitudine che pervade la pellicola. Date queste premesse direi che il film è il meno adatto ai bambini tra gli ultimi film targati Pixar.

E’ anche grazie alla musica che amplifica la magnifica seppur limitata "espressività" dei robot e la ben più limitata gamma di suoni emessi dai loro sintetizzatori permettendoci di comprendere fin nei minimi particolari la loro personalità e ad immaginarci dialoghi che di fatto avvengono solo nella nostra testa.
I robot ragionano per test e condizioni: ricevono dati dall’esterno li analizzano e reagiscono di conseguenza. Nelle macchine di Wall-e vi è però un terzo elemento che altera i propri processi di calcolo e che si potrebbe definire una coscienza, maturata nel protagonista forse in seguito alla propria solitudine, alla ripetitività che l’ha spinto (poco per volta) fuori dagli schemi prestabiliti, forse (paradossalmente) è proprio questo attaccamento al proprio compito, come unica speranza di vita, che forse un giorno lo ripagherà di tanti sforzi, quando finalmente troverà qualcuno.

Una storia d’amore prima di tutto, che vince ogni barriera, ogni diversità ("la bella e la bestia" di bit e silicio), e che attraverso la creatività, l’irrazionalità dei sentimenti travolge ogni robot ed essere vivente che incontra. Questo aspetto ha delle analogie con Chris McCandless il ragazzo di Into the Wild: una speranza, un amico e molto altro per le persone che trova sul suo cammino. Anche qui Wall-e durante la sua avventura incontrerà moltissime persone che, toccherà (fisicamente e non, ai computer basta la connessione Wireless… ūüėČ) e come d’incanto ne migliorerà la vita: dal ciccione che aiuta a risalire sulla poltrona volante e che per la prima volta ringrazia un robot del suo aiuto ritrovando così un gesto di umanità, all’ottuso robot burocrate intento a pigiare i tasti (tutti 0 o 1, che stanno alla base del codice binario compreso dai computer!) che scopre un movimento inusuale ma che subito lo conquista… un saluto, un gesto umano di fratellanza. Ma vi sono moltissimi altri elementi che è meglio scoprire durante la proiezione.

La storia è curata fin nei particolari, sin dall’iniziale ripresa a volo d’uccello sulla distesa di immondizia che da l’idea di esser quasi preziosa tanto è luccicante, alla cura maniacale per il realismo delle superfici e degli "attori", anche in quelle scene più simili ad un cartoon che alla realtà.

Vi è poi un momento in particolare in cui il robot si confonde con l’umano:
Computer, definisci ‘danza’ (Captain: Computer, define ‘dancing.’).

La vostra direttiva sarà: dovete vedere il film.

E ricordate:
"A is for Axiom, your home sweet home. B is for Buy N Large, your very best friend."

Microfilm di ComingSoon.it

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