è_é Prestigiacomo, di’ qualcosa di ambientalista!

«Il governo precedente è stato completamente assente, non ha tenuto in considerazione i problemi dell`Italia e del suo sistema industriale».

«L`innalzamento della temperatura è un problema globale e la risposta dovrebbe essere globale. Se così fosse, i risultati sarebbero positivi. Ma non ci seguono i grandi Paesi in via di sviluppo come Usa, Cina e India. Allora, se centrando gli obiettivi dell`Ue la riduzione del gas serra è solo del 2 per cento a livello mondiale, bisogna chiedersi se è un bene pagare ora un costo così alto. E il pacchetto clima ed energia non è la nostra unica preoccupazione, mi creda».

«L`obiettivo dell`Ue è produrre auto che inquinano meno. Ma il paradosso vuole che il testo finisce per penalizzare le industrie italiane che producono le utilitarie e in realtà inquinano meno, mentre chi in altri Paesi produce macchine grandi ha condizioni più vantaggiose. E noi non ci stiamo. La prossima settimana discuteremo proprio questo a Lussemburgo. Sarà la nostra prossima battaglia. D`ora in poi non accettiamo più pacchetti chiusi».

(da rassegna.camera.it)

Sarà anche un modo pratico per vedere in realtà quale delle proposte è realizzabile, ma a me il tutto suona molto poco da ministro dell’ambiente.
Se proprio non si vuole rimanere soli in una lotta giusta (come può essere la diminuzione dell’inquinamento presente nell’aria) perchè non cercar di estendere tali direttive anche agli altri paesi? Se non iniziano i paesi maggiormenti sviluppati e richi da chi ci possiamo aspettare il primo passo?
Dal Rwanda????

Siamo di fronte alla solita economia messa in primo piano su tutto.

Per tirare un po’ le somme sull’operato della Prestigiacomo come Ministro dell’ambiente, possiamo farci aiutare dal settimanale L’Espresso che nell’articolo Stefania atomica, delinea tutti i punti cardine del suo lavoro fino ad oggi: "La scelta del nucleare. Lo stop su Kyoto. Le concessioni ai cacciatori. Le mire sui Parchi.".
Stop di Kyoto giustificato con all’affanno delle nostre industrie, e con cui di fatto ne ha preso le parti.
Definisce il ponte sullo stretto una grande opera, a dispetto dei grandi danni che potrebbe recare all’ambiente (materia a lei sconosciuta).
Sta tentando in ogni modo di aver un ritorno economico tangibile dai parchi, anche introducendo un biglietto d’ingresso o addirittura privatizzandoli.
Per non parlare della modifica ad alcune delle restrizioni sulla caccia, che ampliano i privilegi dei cacciatori.
Con la reintroduzione del CIP6, si è superata, vi sarà infatti anche una procedura di infrazione ai danni dell’Italia.
Per non parlare delle tantissime altre magagne che troverete nell’articolo dell’Espresso.

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