è_é Trenitalia: Siamo alle solite

A leggere le rituali pubblicazioni sui quotidiani il mondo delle ferrovie dovrebbe essere tutto "rose e fiori", peccato che solo i pendolari sappiamo come realmente stanno le cose. Per esempio…

Oggi prendiamo il treno per Milano al solito orario, il Pioltello delle 7.52 da Canegrate (MI). Arriva leggermente in ritardo, ma pazienza (ci si fa il callo).
Saliamo sul trenino (-ino data la lunghezza, inversamente proprorzionale al numero di pendolari fermi sulla banchina che affannosamente cercano di salire) e troviamo comodamente posto… in piedi.
In prossimità di Certosa il treno si ferma e parecchio anche, quasi 20’… senza nessun annuncio, rimaniamo quindi in attesa fiduciosi (ed ingenui dati i precedenti). Riesce finalmente ad arrivare in stazione e dopo qualche minuto finalmente una voce dallo speaker segnala che il treno termina la propria corsa! Oddio, non l’abbiamo proprio sentita noi la voce, dato che gli speaker non erano quelli del treno (rotti? che novità) ma della stazione però abbiamo sentito le voci "festose" degli altri passeggeri e siam così scesi.

Sulle prime non sapevamo che fare ma prontamente un’altra voce dagli altoparlanti ci ha segnalato l’arrivo del treno alle 8.45 per Pioltello con cui avremmo potuto continuare la nostra odissea (masochismo si chiama)! Chiaramente "la voce" si dimentica di dirci su quale binario, ma non stiamo lì a guardare il capello… Al terzo annuncio scopriamo finalmente il binario e ci spostiamo, assieme alla "mandria" di persone (dev’essre un giorno di festa si sente ilarità nelle voci, o è isteria…?).
Dopo 5′ vediamo arrivare un treno che rallenta, passa, e tira dritto! dopo altri 5′ altro annuncio: treno per Porta Garibaldi (e quello per Pioltello??? dev’esserci un triangolo in stile Bermude) delle 8.40, peccato che sian già le 8.50! Quisquilie.

Arriva il Vivalto, treno iper mega super nuovo e tecnologico, come quello che ci ha scaricato a Certosa solo che questo è firmato!
Capiamo subito che sarà difficile che tutte le persone scaricate riescano ad entrare su un treno da 4 vagoni già visibilmente occupato.
Per fortuna (nostra) molte persone decidono di non provar nemmeno a salire e riusciamo a farci largo ed a salire! In ragguardevole ritardo ma ancora fiduciosi (si si, masochismo allo stato puro).

L’arrivo in Garibaldi è ridicolo: annunciano sul treno un ritardo di 13′ (contati con il solito metodo Trenitalia: per ogni 3 minuti se ne scontano automaticamente 1) e leggiamo sul display del treno ritardo: N/D. Quasi a voler dire: "noi non sappiamo nulla"… display omertoso.

Qui termina l’avventura con i mezzi (nel senso letterale del termine)… partenza da Canegrate alle 7.52 ed arrivo in Garibaldi (superficie) alle 9.05, il viaggio in teoria dovrebbe durare 35’… fate voi i calcoli del tempo perso.

Piccolissimo, quasi impercettibile se non irrilevante problema: il ritardo accumulato mi ha fatto perdere l’ultimo metro utile per raggiungere l’ultima navetta utile che da Cologno Nord doveva portarmi in ufficio. Per cui ho dovuto aspettare circa 4h in giro per Milano (due palle) per poter prendere la successiva delle 12.40.

GRAZIE TRENITALIA!

ps. Inutile andare all’ufficio per i rapporti con la clientela di Garibaldi. è chiuso ormai da mesi!

pps. Sapete cosa mi fa imbestialire? che risponderanno a questo post con il solito: "Ci dispiace." punto.

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