>_> "la figlia del reverendo" George Orwell

Mi è piaciuto parecchio, ma in fin dei conti Orwell (vero nome di Eric Arthur Blair) è una garanzia.

Dovrei leggere un libro si ed uno no un suo romanzo o saggio e son sicuro che non mi stancherei mai.
I suoi libri sono spaccati della vita comune degli anni 30-40. Sono toccanti, ironici (non palesemente comici), drammatici e riescono ad appassionare senza dover raccontare o romanzare all’eccesso rendendo inverosimili le storie.
In questo libro troviamo Dorothy, una devota e "quadrata" figlia di un reverendo Anglicano, alle prese con gli enormi debiti da saldare, un padre troppo fiero per "abbassarsi" al livello delle persone del ceto medio-basso, i mille lavori e lavoretti che giornalmente deve portare a termine e che complicano e rendono frustrante la sua vita.
Orwell anche in questo romanzo, scritto più o meno quando aveva 30 anni, riesce a farci vivere ed assaporare (qui, dovrei dire purtroppo dati i sacrifici e le violenze subite giornalmente) la dura vita del ceto medio/basso di un comune paesino nei dintorni di Londra; sono anni in cui se hai un lavoro da dipendente dovi, per forza, sottostare ai sopprusi del tuo datore di lavoro, quasi come oggi 8D (ho detto "quasi").

Le chiare critiche alla religione (sembra quasi che l’autore voglia parlarci attraverso le parole di alcuni personaggi) ed alla società dell’epoca possono essere tranquillamente riportate ai giorni nostri.
Un libro che non dovrà mancare nella vostra collezione. Come tutti i libri di Orwell.

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