crash – contatto fisico (regia di Paul Haggis _ 2005 _ 107′ _ drammatico)

Oscar 2006 per miglior film, miglior sceneggiatura originale e miglior montaggio; a chi mi ha chiesto se secondo me l’Oscar è meritato ho risposto di sì.

Il film dà la sua chiave di lettura già nella scena iniziale, dove uno dei protagonisti dice che nella società di oggi non ci si incontra più al limite ci si può scontrare e solo da questi eventi  può poi nascere un incontro;

Le vite dei protagonisti si incrociano, il pretesto può essere un incidente d’auto, ma anche altri eventi della vita; la Los Angeles descritta è incredibilmente multirazziale, e rappresenta la città com’è soprattutto nelle periferie, lontano dai riflettori; sono numerosi gli episodi che ci colpiscono; i protagonisti son descritti nelle loro sfaccettature, e i pregiudizi vengono di volta in volta decostruiti; è difficile da spiegare; quando un personaggio in una scena viene descritto come estremamente negativo ed immorale, per esempio il poliziotto interpretato da Matt Dillon estremamente razzista, in un’altra scena è pronto a rischiare la sua vita per salvarne un’altra, oppure a star vicino a un genitore in difficoltà curandolo amorevolemte; un altro personaggio , il detective interpretato da Don Cheadle, inizialmente il personaggio positivo e tutore della legge, alla fine si fà schiacciare dagli ingranaggi del potere, dove per far carriera occorre fare dei piaceri, e per avere un piacere bisogna metter da parte la giustizia; la casalinga benestante e stronza interpretata da Sandra Bullock, il cui problema principale è che il giardino viene annaffiato troppo dal giardiniere, scoprirà di essere sola e di avere amiche che la frequentano solo per farsi vedere data la sua posizione sociale, ma che spariscono nel momento del bisogno; il giovane agente interpretato da Ryan Philippe sembra essere un ragazzo ragionevole, antirazzista, eppure di fronte ad un coetaneo diverso da lui prevale il pregiudizio; invece il delinquente di zona, ladro convinto, compie un atto di gratuità quando di fronte alla "tratta dei cinesi" riconosce il valore della vita, che è un valore più grande dei soldi; la scena che in assoluto è la più forte emotivamente è quando il negoziante Persiano, truffato dall’assicurazione che si approfitta del fatto che non capisce la lingua, esasperato dall’aver perso tutti i beni materiali, vuol vendicarsi utilizzando le armi, cultura sempre più presente negli USA , e in questo caso l’odio vorrebbe prevalere sulla vita, mettendo a rischio la vita di una bambina, e solo un "miracolo" di un "angelo custode", la favola di un impermeabile che ti protegge in un mondo violento, dove una pallottola può entrarti in casa, fà si che si possa redimere;

E’ un film che colpisce, girato con un buon ritmo e cambi di scene, non scontato, il cast è molto buono e la recitazione davvero ottima; certo ricorda il cinema di Altman ma potrebbe vedersi come un tributo, non è una copia; anche i contenuti sono attuali; forse in Italia ancora non possiamo capire bene cosa sia esploso nel cuore degli Americani dopo l’11 Settembre, e comunque il film mostra come l’integrazione razziale in qualsiasi città è difficile da verifiicarsi completamente e senza pregiudizi; come nella scena sul set quando un ragazzo di colore, non recita abbastanza "colorito" , se così si può dire; ognuno deve interpretare la sua parte.

Comunque non sono bei tempi in cui vivere, nel film si denuncia la corruzione del potere politico, lo sgretolamento e l’ingiustizia di un sistema sanitario che tutela solo i ricchi, e il potere delle assicurazioni capaci di incassare in premio ma che ti lasciano sul lastrico quando hai un problema; inoltre c’è la convivenza con la paura, paura di perdere il posto di lavoro, paura di non poter mantenere la famiglia, paura per la presenza di armi a casa del vicino.

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2 thoughts on “

  1. Confermo. CRASH è il film che meritava l’ Oscar, anche se forse nella stagione passata c’ era qualcosa da ricordare… ma sono solo gli Oscar, i soliti “smemorati”…

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