no! no! no! e no! alla caccia

Sembra un po’ di far sempre lo stesso post, comunque ribadisco il concetto riportando un articolo della Lipu al termine della stagione di caccia (durata circa 4 mesi)

Sparvieri, poiane e gheppi: sono loro le vittime privilegiate, fra le specie protette, della stagione venatoria che si concluderà domani in Italia e che ha visto come ogni anno ferimenti e uccisioni di fauna selvatica protetta. Lo denuncia la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), impegnata in questi mesi a curare – nei propri centri specializzati per il recupero degli animali selvatici feriti – le lesioni causate dall’uso di armi da fuoco contro gli animali salvaguardati dalla legge 157/92. Il tasso di mortalità per i rapaci colpiti è stato molto elevato, tra il 50 e il 100%. In generale, su 47 specie di uccelli giunte negli “ospedali” LIPU, ben 36 erano protette. Nel complesso sono oltre 200 gli uccelli ricoverati nei principali centri LIPU per ferite da arma da fuoco, ma quello che emerge dal preoccupante quadro non è che la punta di un iceberg di cui non si conosce pienamente la dimensione: si stima in parecchie decine di migliaia gli uccelli tutelati dalla legge colpiti durante i mesi di caccia.

La specie più sfortunata è stata la Poiana (41 esemplari abbattuti), poi il Gheppio (33) e lo Sparviere (24). 113 in totale i rapaci colpiti: rapaci diurni e notturni tra cui specie rare come Biancone, Falco pellegrino, Aquila minore. Nel mirino dei cacciatori sono finiti anche i fenicotteri, i picchi (verde e rosso maggiore) e gli eleganti aironi. “Siamo riusciti a sconfiggere in questi anni i tentativi di introdurre la caccia selvaggia in Italia – sottolinea Elena D’Andrea, Direttore Generale LIPU – ma ancora restano da combattere i diffusi fenomeni di illegalità e di bracconaggio. Le nostre guardie venatorie hanno svolto una ottimo lavoro di prevenzione e repressione dei reati, ora serve una mobilitazione straordinaria, soprattutto durante la stagione venatoria, dei corpi preposti alla vigilanza, ai quali rinnoviamo la nostra disponibilità alla collaborazione. E’ evidente – conclude D’Andrea – che la sola repressione non basta: c’è bisogno che nel nostro Paese si compia un salto culturale che permetta di arrivare, in presenza di questi gesti illegali, a una condanna unanime e alla loro totale emarginazione dalla società”.

Particolarmente difficile la stagione nel bresciano, dove i volontari LIPU hanno sequestrato nei due mesi autunnali oltre 5.000 trappole per la cattura di pettirossi, scriccioli e altri piccoli uccelli. Una barbarie che si rinnova ogni anno: migliaia di uccelli con le zampe spezzate, maltrattati o uccisi per la preparazione della “Polenta e osei” nei ristoranti locali.

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...