>_> né giusto né sbagliato (Paul Collins)

Volevo leggere qualcosa di nuovo e di diverso, ed il mio libraio di fiducia mi ha consigliato di leggere un libro qualsiasi degli Adelphi, una casa editrice che seleziona accuratamente i suoi autori, quindi pubblica i migliori libri che ci siano in circolazione, certo che dopo una sviolinata così ne ho presi due di questi  libri, ecco il primo.

Certamente dal titolo non si capisce nulla sul genere di storia raccontata; il bello è che sul retro non c’è scritto nulla; poi cerco di non farmi influenzare troppo da aspettative e seppur a fatica non leggo nulla se non la storia; ed ecco che con mia grossa sorpresa sono incappata in un libro che narra i primi anni di vita di un bambino autistico, figlio dell’autore tra le altre cose; potrebbe sembrare un controsenso ma la lettura del libro è "gioiosa" nel senso che tutto quello che viene descritto, i limiti del bimbo, i dubbi dei genitori, le visite con gli specialisti, è un processo naturale, quindi per un momento che dura quanto la lettura del libro, si entra a far parte di questa famiglia e nulla è strano, non c’è niente da cambiare, ognuno è sé stesso e dona gioia agli altri, fà ridere, piangere, voler bene, è "normale"; sotto questo aspetto la parte più malinconica del libro è sul finale quando si affacciano più pesantemente i dubbi sull’inserimento nella società di Morgan, il protagonista; ciò che da bambini è "tenero" da adulti è "schivato", è un libro che ci pone molto anche davanti ai nostri limiti e ai nostri pregiudizi;

Il racconto è inframmezzato dalle ricerche di casi di autismo nella storia della letteratura e nei casi medici; per primo viene citato il caso di Peter "il ragazzo selvaggio" citato in diversi libri tra cui "i viaggi di Gulliver" che ahimé non ho letto, e dovrò "recuperare"; in questo caso il comportamento del ragazzo lo porterà all’isolamento, oppure ad essere esposto come "caso umano" oppure a tentativi di "educazione"; in seguito il libro cita molti altri casi, perlopiù studiati da psichiatri; inoltre ai giorni nostri vengon fatti molti esempi di autisti geni nel loro campo (soprattutto arte, informatica, ingegneria) dediti al lavoro, vista anche la loro impossibilità di relazionarsi con gli altri; non si trascurano però anche i casi di autisti non geni, emarginati e con gravi problemi perchè non autosufficienti;

E’ un libro dove si vorrebbe conoscere il finale, ma è contemporaneo, non c’è un finale, e qualora ci fosse, ci sarebbero comunque tanti altri casi di altre persone, non sarebbe mai "finito" veramente.

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