l’odio (reria di Mathieu Kassovitz _ 1995 _ 90′ _ drammatico)

Un film su una periferia multietnica; i protagonisti sono ragazzi disoccupati, disordinati, in lotta con la polizia, che durante degli scontri (o un interrogatorio) ferisce un loro amico riducendolo in fin di vita; è la cronaca di una giornata dove non succede nulla eppur succede tutto, ci si alza senza niente e nel corso della giornata si perde dell’altro, si perde il rispetto per gli altri, si perde la lucidità, si perde il senso di quello che si sta facendo; ogni singola azione viene ingigantita creando casini inutili; in ogni occasione ci si fà riconoscere dando il peggio di se’ stessi, ma non è rimasto nulla di accettabile socialmente da una società che rifiuta ed emargina la povertà facendo finta che non esiste; i ragazzi hanno trovato una pistola, da questo momento i loro pensieri oscillano vertiginosamente tra la possibilità di un riscatto, la voglia di lasciare la città, il disgusto per la violenza gratuita, eppure il finale ci lascerà con l’amaro in bocca e senza speranze.

Il film ha un buon ritmo, a volte si perde un po’ la trama, che è ad episodi, però non vien mai meno la voglia di andare avanti, senz’altro da vedere.

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