The imitation game

The imitation game

Ottimo film.

Buon ritmo, ben girato e montato, bravissimo poi Benedict Cumberbatch.
Molte le tematiche presenti e sicuramente tra i principali obbiettivi del regista, dato il taglio del film, c’è quello di far vedere come delle minoranze vengano sfruttate dai governi e ben presto dimenticate.
Tra parentesi: Alan Turing decisamente eroe. 🙂

Sulla falsariga di A beautiful mind ma moooolto più completo ed interessante.

Molto consigliato.

Il trailer:

Boyhood

BoyhoodUn grosso e sonoro MAH.
Speravo qualcosa di meglio dopo tutto l’hype. La storia è “così così”: poco intensa, praticamente sembra quasi scorrere in secondo piano rispetto alla storia recente degli USA.
Magari è da vedere ma oltre alla particolarità delle riprese non c’è molto altro.

Da vedere giusto per il 100 al metascore di IMDB.

Il trailer:

Bellotto e Canaletto, lo stupore e la luce

Accetto volentieri l’invito di una cara amica e mi preparo ad andare a questa mostra. Qualche giorno prima prenoto in biblioteca un validissimo libro di Terisio Pignatti su Canaletto (edizioni Capitol, collana Paola Malipiero) e complice la disoccupazione lo leggo tutto d’un fiato per prepararmi  all’evento ….. Perché “domani vado a vedere il Canaletto”.

Si va in Piazza Scala a Milano, dove a Palazzo.Marino è esposto lo striscione giallo, Verità per Giulio Regeni, ad un anno dalla sua morte.

Non ero mai stata alle Gallerie d’Italia di Milano, un palazzo sede storica della Banca Commerciale Italiana, ora Intesa San Paolo. Già solo vedere la monumentalità dell’edificio dall’interno , con le vetrate dipinte e i vecchi sportelli numerati suscita un’emozione.

La mostra è corposa, ci sono moltissimi quadri! Facciamo il giro supportate dalle spiegazioni dell’audio guida (inclusa nel biglietto), e scopriamo ben presto che …. non a caso il primo nome nel titolo della mostra è Bellotto, è lui il protagonista!

Poco male, tranne per il fatto che conoscevo benissimo la biografia del famoso zio. I quadri sono bellissimi, hanno ancora dei bei colori, sono di grandi dimensioni e spesso ti sembra di essere dentro la città rappresentata nella ” veduta”.

Questi quadri sono anche documenti storici .di rappresentazione delle città. Venezia, Firenze, Torino e Milano (irriconoscibile!!!), Gazzada, l’Adda, per poi spostarsi in Sassonia, e Polonia.

È interessante vedere i lavori preparatori di studio delle prospettive affiancati alle opere, che a volte sembrano doppioni perché spesso dei committenti chiedevano delle riproduzioni, che proprio grazie agli studi preparatori potevano essere duplicate quasi alla perfezione.

Una commistione di tecnica e arte. La riproduzione degli elementi architettonici è dettagliatissima, dalle strutture ai singoli dettagli come possono essere un mattone, una crepa, un lastrone, una cura minuziosa per la riproduzione del vero. Eppure è arte nella rappresentazione della vitalità dei personaggi che vi “abitano”, di ogni estrazione e ceto sociale, impegnati in attività quotidiane di duro lavoro, o di svago o di rappresentanza.

Per quanto possa valere , il mio consiglio è se possibile di andare a vedere questi capolavori.

I nostri ragazzi

I nostri ragazzi

Un “mischione” di stereotipi e personaggi ambigui.
Buona l’idea ma è come se fosse in caduta libera, con il finale che vorrebbe spiazzare ma è solo un voler strafare.

Dentro ci sta di tutto: famiglie e ragazzi per bene, la scuola ne che segue poco la crescita, l’incomunicabilità, la disgregazione dei valori…
Però, imho, tutto un po’ troppo lineare e didascalico. Solo un enorme caos e pessimismo.

Comunque una visione forse la merita ma “Carnage” volendo è di un’altra pasta 😉

Tra l’altro ho letto che dal romanzo da cui è tratto uscirà un ennesima versione

Il trailer:

Il sale della terra

Un buon film doc di Wenders sulla vita del fotografo Sebastião Salgado, l’impegnato fotografo narratore di mille tragedie della terra e che il film ci ripropone in una specie di viaggio negli inferi.

Notevole l’aspetto estetico delle sue opere ma belle anche le storie dietro ogni scatto che dipingono l’opera dell’umanità sotto vari aspetti: disperazione, sogni di ricchezza, crudeltà…

Approfondendo alcuni sui lavori, uno su tutti: Genesi.

Merita una visione.

Il trailer:

Correre è la mia vita

Here is a review by Nononoeno: https://www.goodreads.com/review/show/1873913161

Finalmente un libro sincero che parla di un ragazzo, accompagnato nel mondo della corsa da una persona speciale che gli ha dato gli strumenti per vivere al meglio la propria vita. Che il ragazzo tra i milioni di destini possibili sia diventato un campione è il frutto della libertà, della passione e dell’impegno.

Il libro parla di corsa e delle innumerevoli corse alle quali ha partecipato Giorgio Calcaterra, dalle tapasciate di paese alle 100km iridate e non, dagli allenamenti (ma non parliamo di tabelle!) alle corse di beneficenza, dalle corse con gli amici, alle corse da solo.

Ogni corsa è accompagnata da un aneddoto, o da un insegnamento, e come abbia fatto a ricordarsele tutte, ma proprio tutte…. sarà svelato nelle ultime pagine.

La vita non è solo corsa, e ho apprezzato la discrezione nel descrivere i rapporti umani, sempre con un velo d’amore, stima, amicizia, senza inutili ostentazioni, non è un libro per guardoni della vita privata altrui.

Forte e senza peli sulla lingua è il messaggio antidoping, contro una società che cerca scorciatoie; in questo messaggio c’è tutto, chi non prende posizione in merito è colpevole di avvelenare lo sport.

È un buon libro.